Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post

martedì 20 agosto 2013

VADEMECUM PELLE: le 10 regole (prettamente alimentari) per mantenerla sana (e più sano è più bello)

REPETITA IUVANT. Ve lo premetto, perché queste regole (sacrosante), dovrebbero ormai appartenere al bagaglio culturale di ognuno di noi. Forse non vi sembreranno nuove, ma c'è poco da discutere, queste sono, queste rimangono.


  1. Ridurre (sarebbe meglio eliminare) le proteine e i grassi animali.
  2. Ridurre l'eccesso di cibo.
  3. Ridurre gli zuccheri semplici.
  4. Ridurre (per quanto possibile) la quantità di additivi chimici, conservanti, coloranti e affini, attraverso il consumo di cibo biologico, a chilometro zero, etc...
  5. Scegliere i carboidrati complessi, rispetto a quelli raffinati (ergo, mangiare integrale)
  6. Aumentare il consumo di fibre (legumi, cereali integrali e verdure)
  7. Aumentare il consumo di frutta e verdura ( poichè sappiamo bene che contengono vitamine e micronutrienti essenziali)
  8. Bere molta acqua lontano dai pasti.
  9. Scegliere il sale marino, rispetto a quello raffinato, ma usarlo comunque con moderazione.
  10. Smettere di fumare.

Intesi?!






giovedì 25 luglio 2013

L'indomabile ANGELICA


 


L'Angelica (Angelica achangelica) è una pianta della famiglia delle ombrellifere. Detta anche erba degli angeli o arcangelica, ha origine nel Nord Europa. Infatti, la specie considerata più attiva a livello fitoterapico, sarebbe l'Angelica della Lapponia. Dalle nostre parti è raro vederla crescere spontaneamente, se non in alcune zone alpine, tuttavia è comunemente coltivata in orti e giardini.

La Storia
La pratica della coltivazione dell'Angelica risale al millecinquecento, ma già dal decimo secolo, la si importava dai paesi scandinavi come merce preziosa, visto i molteplici utilizzi. Spezia, verdura, erba officinale, l'Angelica veniva usata addirittura contro gli avvelenamenti. Deve il suo nome all'arcangelo Raffaele, che secondo la tradizione popolare, la usava per dare sollievo agli appestati.

Le Proprietà
Dell'Angelica non si butta via niente! Radici (da estrarre e seccare in autunno), foglie (da raccogliere a primavera) e fusto (in estate), se pure in modo differente, sono tutti utilizzabili. Persino con i semi si può preparare un ottimo impacco per occhi stanchi. Ricca di principi attivi quali tannino, cumarina, olio essenziale, resina e sostanza amare, è indicata in caso di gonfiore e meteorismo, catarro bronchiale, ma anche di disturbi del sonno. Utile per mestruazioni irregolari.

Oggi viene usata con più parsimonia che in passato. Infatti, è una pianta che dovrebbe essere consumata con attenzione e sotto precise indicazioni di un esperto, poiché può causare fotosensibilizzazione, e a dosi molto elevate può avere effetti depressivi. Sconsigliata in gravidanza in virtù del suo potere emmenagogo.


questo il vero aspetto della pianta....L'avete già vista, no?

Attenzione anche alla gemella cattiva! Infatti molte erbe hanno la caratteristica di avere una pianta quasi uguale con effetti, però contari e spesso letali. Nel caso dell'angelica, questa assomiglia molto alla cicuta, erba pericolosissima e velenosa, nota grazie a Socrate che la bevve proprio per suicidarsi dopo la condanna.

La Ricetta
Il famoso vino di angelica, usato come coadiuvante digestivo, è una bevanda tradizionale e di facile preparazione.
Gli ingredienti sono: 30g di radice di Angelica, 1l di vino rosso, 4g di cannella in polvere. 
Lasciare il tutto in infusione (a freddo) per quattro giorni in una bottiglia chiusa. Quindi filtrare. Bere un bicchierino da liquore un paio di volte al giorno.

Un decotto di echinacea - preparato portando ad ebollizione 2,5 dl di acqua con un cucchiaio di radice di echinacea per cinque minuti- versato su di un cucchiaino di angelica e lasciato riposare per una decina di minuti, diventa una buona tisana contro il raffreddore


I gambi di angelica sono una leccornia se canditi, e l'aroma dei fiori e delle foglie arricchisce le insalate verdi.

mercoledì 24 luglio 2013

Focus Pelle: Top Five, Le mie cinque piante del mese



L'estate è meravigliosa, e pericolosa insieme. La pelle adora il sole, ma al contempo lo teme. Luglio, è un mese in cui i trattamenti idratanti e calmanti devono essere all'ordine del giorno, soprattutto se si ha la sindrome della lucertola (come me...). 

Ho stilato allora una lista di piante che sto usando molto, declinate in vari modi (gel, oleoliti, lozioni etc..). In realtà, vista la loro versatilità, e consigliabile tenerle nel prontuario erboristico tutto l'anno.
  1. ALOE (Aloe Vera)
  2. CALENDULA ( Calendula Officinalis)
  3. CAMOMILLA ( Chamomilla Recutita)
  4. ROSMARINO (Rosmarinus Officinalis)
  5. SALVIA (Salvia Officinalis)

1. L'aloe svolge notoriamente una forte azione idratante, comprovata e nota da secoli (addirittura la usava la regina Cleopatra). In più, lascia una sensazione di freschezza e non unge. Io la uso in gel, che preparo utilizzando il succo delle foglie delle mie piante miscelato con gomma Xanthana. Non uso conservanti, perché ne preparo un poco alla volta (circa una boccettina a settimana), e lo tengo in frigorifero. Lo uso miscelato ad altre creme o oli, a seconda delle necessità. 
In commercio ce ne sono di molto buoni già pronti, l'importante è che controlliate che l'inci garantisca la quantità di aloe (considerate dal 97% al 99%) e l'assenza di schifezze varie (come -Peg e stonata compagnia cantante).

una delle mie piante



2. La calendula ( su cui ho scritto un post specifico qui) è lenitiva, e riduce gli arrossamenti cutanei. In più svolge un'azione protettiva contro le irritazioni e le aggressioni esterne. Fantastica per la pulizia di viso e corpo, sotto forma di oleolito o come ingrediente principe di prodotti per la pulizia (latte, sapone, etc...). Io ne miscelo qualche goccia di oleolito con del gel di aloe e una punta di burro di karitè per lenire la pelle dopo l'epilazione o un bagno di sole.

oleolito di Aroma Zone



3. La camomilla ( su cui ho scritto un post specifico quipossiede un'ottima capacità di lenire e rivitalizzare. Bevetela, e usatela in ogni modo!
Ottimi gli impacchi con l'infuso contro gli occhi stanchi, ad esempio; ma i suoi usi sono davvero infiniti.

la mia camomilla di campo raccolta poco tempo fa


4. Il rosmarino rimuove l'eccesso di sebo, riequilibra la secrezione sebacea e stimola il cuoio capelluto.
Io utilizzo con molta soddisfazione l'infuso come risciacquo finale per i capelli; Preparatelo con acqua demineralizzata e qualche rametto lasciato riposare per una quarto d'ora circa. Freddato il tutto, basta aggiungere un cucchiaino di aceto di mele e i capelli splenderanno!


il mio rosmarino direttamente dall'orticello delle piante aromatiche e officinali


5. La salvia favorisce gli scambi nutritive della pelle, nonché l'attività regolatrice sulle ghiandole dell'epidermide. Ottima qualche goccia di olio essenziale nel deodorante fai da te (al bicarbonato). Io ne aggiungo un paio di gocce anche all'oleolito di calendula se lo uso per struccarmi o pulire il viso. Nel dentifricio in polvere è uno degli ingredienti must.

olio essenziale di salvia opportunamente diluito in olio di Jojoba, sempre di Aroma Zone.
(l'O.E. di salvia può essere molto pericoloso se assunto in dosi elevate)


Che dire, tutte piante meravigliose e di facile reperimento.
Capatina in giardino (o nell'orto)?


p.s. Queste sono linee guida generali. Se siete interessati ad approfondire le ricettine sopra accennate, fate un fischio!

venerdì 14 giugno 2013

POZIONE MAGICA SEDATIVA: L'infuso di erbe che ti salva la serata!

Bene, immaginiamoci la situazione.
Interno, sera. Cenetta a due con ospite caldeggiato dalla migliore amica, della quale è stretto parente; molto chiacchierone, poco interessante, e ancora meno, haimè, propenso ad andarsene. Purtroppo, visto lo sponsor, non è possibile metterlo alla porta senza offendere la suddetta.
Piovono sbadigli, ma solo da parte mia. Provo anche a lasciar cadere qualche "che stanchezza...no?" Niente.
Le orecchie dolgono, la mano sotto al mento ha fatto una fossa; dalla noia, sentiamo iniziare a crescerci un principio di barbetta caprina attorno alla bazza...Insomma, così non si va avanti. 

chi sarò io, il nonno barbuto di heidi, o la capretta(barbuta)....?

Ci perdiamo d'animo? NO! Come sempre, le nostre care erbette ci vengono in soccorso... E se lo stendessimo con una "pozione" sedativa
E allora la proposta salvifica: Facciamo una tisana? Il malcapitato non sa di avere a che fare con una potente strega in possesso dei segreti della natura, quindi, allettato dall'assaggio di questo "nuovo miele bio, che fanno qui vicino" con cui gli propongo di dolcificarla, accetta.




Questi gli ingredienti - da procurarsi girellando per campagne incontaminate (magari a cavallo di una scopa volante) nel caso soprattutto della lavanda, ma anche della primula, oppure, rivolgendosi, molto più prosaicamente, all'erboristeria di fiducia, o anche alla farmacia (soprattutto per il luppolo) -.


  • 20 g di fiori di primula
  • 10g di fiori di lavanda
  • 10 g di luppolo

Aggiungere uno, ma anche due cucchiai di miscela in una taza di acqua bollente. Coprire, e lasciare riposare per circa dieci minuti. Filtrare, servire...






Dopo venti minuti, l'ospite si è tolto di mezzo sbadigliando (tranquille è arrivato a casa sano e salvo). L'amica mi comunica il giorno seguente, che, per il cugino, la scintilla non c'è stata: "Pare tu sia noiosetta...soporifera ha detto...proprio così, SOPORIFERA"

eh eh eh...Storie di vita vissuta, ragazze, mica bruscolini...

p.s. ogni riferimento a fatti e persone reali, non è casuale, ma con simpatia (ehm)...
p.p.s a te che ti ingrugni, i fatti ivi narrati risalgono a tempi antecedenti l'accasamento ufficiale...

mercoledì 27 marzo 2013

Menù di Pasqua. Vegano.



Mia cognata mi ha fatto una testa così con il menù di Pasqua. Sta seriamente pensando di diventare vegana, ma per quei momenti in cui la convivialità sposa il rito e le tradizioni antiche, o magari soltanto vecchie, come molti, si trova spiazzata.

Forse non è la sola. Io e la mia famiglia ce ne andremo a fare "un giro in giro", ma per tutti quelli che come la mia cognatina sono in difficoltà, beccatevi questo:


Vi ri-posto un ottimo menù di Pasqua, completo, ricco, sano, fattibile, economico, e soprattutto buonissimo!

Potete scaricarvi anche il comodo volantino, se volete "diffondere" queste ottime ricette ad amici e conoscenti.

Il tutto, ovviamente è curato da Agire Ora. Fatevi un giro se volete ancora più info, consigli pratici e via dicendo.


Menu di Pasqua

Antipasto: Fagottini asparagi e patate
Primo: Risotto al limone e timo
Secondo: Polpette di funghi e fagioli
Contorno: Bocconcini di spinaci
Dolce: Budino alla cannella
Antipasto: Fagottini asparagi e patate 
Ricetta di: Suffi; Difficoltà: Media; Tempo: 60 minuti
Ingredienti per 4 persone:
700 g di asparagi bianchi
3 patate
2 cipolle
275 g di pasta sfoglia (rotolo rettangolare)
150 ml di panna di soia
parmigiano veg (50 g di mandorle tritate, sale, 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie)
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
10 ml di latte di soia
Preparazione:
Pelare le patate, tagliarle a cubetti e lessarle per 10 minuti da quando bolle l'acqua; nel frattempo pulire gli asparagi, tagliando la parte inferiore e pelando quella più esterna, e poi tagliarli a rondelle sottili (via via più spesse andando verso la punta). Tagliare le cipolle, farle appassire con un po' d'olio e aggiungervi gli asparagi insieme a mezzo bicchiere d'acqua; cuocere col coperchio per circa 15 minuti. Quando gli asparagi sono morbidi, togliere il coperchio, far asciugare l'acqua e aggiungere le patate. Aggiustare di sale e pepe, unire la panna di soia e, alla fine, il parmigiano veg. Far raffreddare il composto e intanto dividere la pasta sfoglia in 8 quadrati, in ciascuno dei quali si metteranno 2 cucchiai abbondanti del composto. Per ogni quadrato, unire al centro le 4 estremità e chiudere le fessure tra un lembo e l'altro schiacciando la pasta sfoglia. Spennellare le superfici dei fagottini con il latte di soia e cuocere in forno a 200 gradi per 20 minuti.
Primo: Risotto al limone e timo 
Ricetta di: supercri; Difficoltà: Facile; Tempo: 30 minuti
Ingredienti per 4 persone:
1/2 cipolla oppure 1 scalogno
400 grammi riso parboiled
1/2 limone
1 litro di brodo vegetale caldo
3 rametti di timo
2 cucchiaini di erba cipollina essiccata
pepe q.b.
Preparazione:
Tritare e rosolare la cipolla nell'olio a fuoco basso. Unire il riso e farlo tostare per 1 minuto, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Bagnare con il succo di limone, mescolare bene, e poi aggiungere due mestoli di brodo vegetale caldo. Portare a cottura, aggiungendo un paio di mestoli di brodo vegetale caldo ogni volta che asciuga. Una volta cotto, profumare con la scorza di limone tagliata a striscioline, le foglioline di timo e l'erba cipollina essiccata. Mescolare bene e spegnere. Aggiungere il pepe, sempre mescolando, e servire.
Secondo: Polpette di funghi e fagioli 
Ricetta di: Serendip; Difficoltà: Facile; Tempo: 35 minuti
Ingredienti per 4 persone:
500 g di fagioli cannellini freschi lessati o in scatola
400 g di funghi misti surgelati
aglio
olio
sale, pepe
prezzemolo
pangrattato
Preparazione:
Cucinare i funghi per 10-15 minuti con aglio tritato, olio, sale e aggiungere un po' di prezzemolo a fine cottura. Nel frattempo sciacquare e sgocciolare i fagioli. Quando i funghi sono cotti metterli nel mixer insieme ai faglioli, un cucchiaio d'olio, sale e pepe fino a formare una crema. Formare delle polpette e passarle nel pangrattato, mettere in una teglia antiaderente con un po' d'olio, oppure suddividere il composto in uno stampo multiplo per dolci, e infornare per 10-15 minuti a 200 gradi. Sono buone anche a temperatura ambiente.
Contorno: Bocconcini di spinaci 
Ricetta di: fiordaliso09; Difficoltà: Facile; Tempo: 50 minuti
Ingredienti per 4 persone:
mezzo chilo di spinaci surgelati (oppure 1kg freschi lessati)
2/3 spicchi d'aglio
5 cucchiai di gomasio
4 o 5 cucchiai di pangrattato
pepe arcobaleno oppure noce moscata
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Preparazione:
Cuocere gli spinaci surgelati oppure quelli freschi dopo averli mondati. Una volta lessati, scolarli e schiacciarli un po' per togliere l'acqua in eccesso, tagliarli velocemente col coltello in modo da sminuzzarli leggermente e saltarli in padella con l'olio extravergine di oliva e l'aglio. Levare l'aglio, salare proprio poco e pepare abbondantemente con pepe arcobaleno (miscela di pepe bianco, nero, pimento e schinus) oppure con noce moscata. Lasciare intiepidire, quindi aggiungere 2 o 3 cucchiai di gomasio. Formare delle piccole palline, non più grandi di una noce e passarle rotolandole nel pangrattato mescolato con gomasio (4 cucchiai di pangrattato e 2 cucchiai colmi di gomasio). Disporre le palline in una teglia unta e passare nel forno 200 gradi per 10/15 minuti, deve solo asciugare un pò il pangrattato della crosticina. Lasciare intiepidire prima di servire.
Dolce: Budino alla cannella 
Ricetta di: erbaluna; Difficoltà: Media; Tempo: 10 minuti
Ingredienti per 4 persone:
400 ml di latte di soia zuccherato (o riso o avena)
40 g di farina 00 (ma anche integrale va bene)
40 ml di olio extravergine d'oliva
80 g zucchero integrale di canna (o il dolcificante che preferite)
cannella in polvere
biscotti (facoltativo)
Preparazione:
Scaldare l'olio a fiamma bassa, in una pentola abbastanza grande (calcolate che crescerà di volume), toglierlo dal fuoco e aggiungere la farina lentamente mescolando bene fino a formare una specie di polentina. Aggiungere lo zucchero (meglio metterne un po' alla volta e assaggiare per vedere quando va bene come "dolcezza"). Rimettere sul fuoco e diluire quindi il composto con il latte, precedentemente riscaldato. Il latte deve essere aggiunto poco per volta mescolando di continuo per non far creare grumi. Viene molto bene se usate una frusta, specie se siete meno esperte/i. Mescolare bene fino a che il composto non si addensa (ci vorranno pochi minuti). Aggiungere cannella a piacere, e versare subito dentro degli stampini (vanno benissimo quelli di alluminio per i muffin che vendono al supermercato). Non lasciare il composto nella pentola perché raffredda in fretta e potrebbe formare dei grumi (ma se dovesse succedere, in caso non venissero via solo mescolando, scaldate un altro pochino di latte e aggiungetelo). Se preferite, prima di riempirli, potete sbriciolare dei biscotti a piacere sul fondo degli stampini. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, spolverate di cannella e mettete in frigo. Sono buoni sia freddi che caldi!
Fonte: VeganHome.it - http://www.veganhome.it/ricette/dolci/budino-cannella/

venerdì 22 marzo 2013

LAVELLO MALEDETTO. Trucchi e segreti per risparmiare tempo e denaro nelle pulizie di casa

E siamo di nuovo a parlare di pulizie. Che bello che bello. D'altra parte, qualcuno ha detto che c'è chi le case le costruisce, chi le arreda, e poi, c'è chi le pulisce.

Stamani mi sono alzata con la cucina sottosopra. La serata è stata una divertente baraonda, ma ora bisogna risistemare!

Così, anche considerato l'approssimarsi della Pasqua, mi è venuta l'idea di inaugurare una rubrica dedicata ai trucchi per risparmiare tempo, denaro , e stress per quel che riguarda la gestione domestica...le care vecchie piccole pulizie di casa (vedi anche qui).

Oggi parliamo del lavello.



Trucchi per togliere il calcare incrostato (ohibò)


  • Sistemate delle strisce di carta da cucina (scusate la pubblicità, tipo quelle scottex casa) intorno ai rubinetti dove si accumula il calcare. Versatevi sopra dell'aceto e poi lasciate agire per almeno un'ora.
  • Così facendo le incrostazioni si ammorbidiranno, e una volta rimosse le strisce, usandole direttamente nell'atto di toglierle, sarà facile portare via anche la scia di calcare.
  • La carta da cucina, è utile anche nel caso si abbia il lavello di ceramica. Infatti, foderandolo di scottex imbevuto in acqua satura di bicarbonato, e lasciandolo poi agire per una mezz'ora, otterremo un lavello bianco, brillante, e anche igienizzato.
  • Il bicarbonato può essere usato per tutte le superfici di ceramica, semplicemente cospargendolo su di un panno umido da usare per pulirle. Stesso risultato si ottiene usando del cremor tartaro (ovviamente).
  • In generale, l'aceto è un ottimo lucidante per tutte le superfici di acciaio. Toglie gli odori e il calcare.


Et voilà! Il lavello è come nuovo!...Almeno fino alla prossima cena...





giovedì 7 marzo 2013

POZIONE MAGICA DI FAMIGLIA:UNGUENTO PER MANI ROVINATE o PRESUNTE TALI

Questa è una ricetta semplicissima. Gli ingredienti sono pochi, e abbastanza comuni. O almeno, averli in casa è comunque comodo, non sono particolarmente costosi (anche se tutto è relativo) e si trovano facilmente.



Ingredienti:

burro di karitè                    quattro cucchiai da minestra
cera d'api                            un cucchiaino da caffè e mezzo

olio extravergine di oliva    un cucchiaio da minestra
oleolito di calendula           due cucchiai da minestra


olio essenziale di lavanda    cinque gocce
olio essenziale di tea tree     tre gocce
olio essenziale di limone     cinque gocce

miele (millefiori andrà benissimo)   un cucchiaio da minestra
tocopherolo (vitamine E)                qualche goccia

Poi vi serviranno solo un paio di recipienti per cuocere a bagnomaria, meglio se di acciaio inox, un paio di cucchiai e cucchiaino per fare le dosi e mescolare, ed un contenitore per conservare il prodotto. Il tutto deve essere ovviamente rigorosamente sterile!! (in realtà, basta sia ben lavato e asciutto)

In sostanza si tratta solo di sciogliere a bagnomaria il burro con la cera mescolandoli bene,  assieme agli oli ed al miele. Mescolare bene lasciando a bagnomaria qualche minuto, finche il composto non appare omogeneo. Versare poi il tutto in un contenitore ben pulito e asciutto, e alla fine aggiungere gli oli essenziali, mescolare ancora un po' e lasciare freddare.

L'unguento, essendo privo di acqua, ha una durata relativamente lunga (un paio di mesi senza problemi).
Molto grasso, se ne può usare una piccola noce per volta, e rende le mani subito morbide.
Non aggiungo altro, se non PROVARE PER CREDERE!




martedì 5 marzo 2013

L'ACHILLEA MILLEFOGLIE e noi donne IN quei giorni


Questo non è un post su quali assorbenti risultino più opportuni in caso di lancio col paracadute. No.
Ho intenzione di svelarvi il segreto con il quale affronto quei fastidiosi crampi che mi coglievano impreparata fino a quando non ho iniziato a farmi qualche tisana in più!

L' Achillea (Achillea Millefolium ), è un'erba perenne della famiglia delle Composite. Molto diffusa alle nostre latitudini, è facile incontrarla ai bordi delle strade, vederla occhieggiare dai fossi, o crescere rigogliosa sia nei terreni umidi che in quelli sassosi.



Può arrivare fino a sessanta cm di altezza. Le foglie sono strette e frastagliate. I fiori, in realtà dei capolini, sono bianchi o rosati e si uniscono a formare folte ombrelle (per questo i meno pratici potrebbero confonderla con un'ombrellifera).
Sicuramente l'abbiamo incontrata mille volte passeggiando all'aria aperta.
Se ne usano prevalentemente le sommità fiorite, ma anche le foglie.
Si raccoglie tra giugno e settembre.




Il nome che porta ne segnala già alcune storiche proprietà, visto che si rifà all'eroe greco (appunto Achille), che, si narra, medicasse con un impiastro di foglie e fiori della pianta, le ferite della battaglia. È conosciuta anche col nome di “millefoglie”, “erba dei falegnami” “erba dei tagli” o “sanguinella”. Insomma, tutto pare ricondurre a proprietà vulnerarie.

Principali costituenti, Proprietà e Indicazioni
La scienza sembra avvalorare le secolari convinzioni sulla pianta come cura per le ferite.
Achilleina e achilletina infatti stimolano la coagulazione del sangue, mentre azulene e acido salicidico sono antinfiammatori ed analgesici. I tannini, infine, agiscono da potenti antisettici.
Sono state confermate inoltre le proprietà antispasmodiche (grazie al camazulene, presente anche nella camomilla), emostatiche (l'uso topico è consigliato per il trattamento delle emorroidi), emmenagoghe e digestive.

Nello specifico, oltre a distendere l'apparato digerente, aiuta a rilassare i muscoli lisci dell'utero, risultando quindi efficace nel trattamento dei dolori mestruali (i tipici crampi).

io sono solita assumerne un paio di tazze al giorno (sotto forma di infuso, vedi preparazione in fondo al post) nella settimana settimane "calda" che precede il ciclo, e in quella che lo attraversa


La moderata dose di tujone presente nell'olio essenziale, può giustificare anche il tradizionale impiego come blando sedativo.

Ricette
Un buon infuso può essere preparato con 30g di fiori secchi in un litro d'acqua. Ho già chiarito l'utilità da me riscontrata.
Bevendone circa tre tazze al giorno, tra i pasti, potremo anche aiutare digestioni difficili! Lo stesso infuso, può essere usato anche per dei lavaggi in caso di eczema o dermatosi.
Il succo della pianta fresca, dona sollievo se applicato direttamente in caso di emorroidi o ragadi.

lunedì 3 ottobre 2011

Balsamo al Limone







Io non ho i capelli grassi, e neppure li ho secchi. "Interessante", direte voi. In realtà, lo è a causa del motivo. Infatti, non è perché sia particolarmente fortunata, ma semmai perché seguo una routine per ciò che concerne trucco e parrucco, priva financo di tensioattivi, sostanze da confezionamento varie, siliconi, parabeni e "orrendezze" di sorta. Quindi la chioma se la gode, tra polveri varie, farine e argille, piantine e verdurazze.
Tuttavia ho voglia di cambiare un po', così ho deciso di farmi qualcosina dalla consistenza più "commerciale".
Mi diletterò nella produzione di un balsamo al limone che ho scovato in rete qualche tempo fa, poi ho stampato e poi ho scordato. Questa mattina pulendo per bene scrittoio ed annessi, ecco sbucare il foglietto stampato su carta rigorosamente riciclata viviverde.
Purtroppo, il vero autore mi è sconosciuto. Se qualcuno di voi lo sa, mi faccia sapere, affinché possa aggiornare il post con i dovuti ringraziamenti, nonché link e attribuzioni del caso.
Per ora posso solo dire "Grazie autore misterioso per questo profumatissimo  balsamo al limone!"

Dunque, gli ingredienti sono:
due limoni, 200 ml di acqua, un cucchiaino di olio di cocco.

Si spremono bene i limoni, poi si fanno a pezzetti le bucce (motivo per cui bisognerebbe usare SOLO limoni completamente bio). Si mettono a bollire i 200 ml di acqua che poi si versano sulle bucce tagliuzzate facendo riposare per una mezz'ora in un contenitore coperto. Infine si mette il succo precedentemente spremuto, le bucce con la loro acqua di macerazione e il cucchiaino di olio di cocco nel frullatore, e daje de frullata.
Filtrare il tutto con una garza o simile, facendo attenzione a strizzare bene.
Si può conservare qualche mese nel freezer sotto forma di cubetti, colandolo subito in un contenitore per il ghiaccio.

Che ne dite? Il profumo è ottimo, gli ingredienti sani, male che vada mi profumeranno i capelli di buono, no?

mercoledì 6 luglio 2011

Aglio mon amour

Sull'Aglio, si potrebbe scrivere un libro. Chissà, forse un giorno lo farò. Sarebbe un libro molto lungo, ma anche molto utile. Nel frattempo, beccatevi i miei agli rosa che prendono il sole... 



Aglio1 Aglio1 

lunedì 4 luglio 2011

Non c'è molto da dire sullo zucchino. Bugia. Lo zucchino è pianta multi-potenziale...Un jolly, considerato che cotto, il sapore è poco forte e si adatta ad accompagnare un sacco di cose, e ad un sacco di cose essere mescolato. Cotto al sole acquista invece un sapore tutto particolare, che si può decidere di portarsi dientro anche d'inverno, congelandolo.
Sono circa venti giorni che ne mangio, quasi ininterrottamente. Ho quindi pensato di postarvi qualche ricetta, e mi son messa di buona lena a buttarne giù qualcuna per iscritto. Ohioi.. (si scrive così??).
Morale della favola, non finivo più...Allora, tanto per farmi viva, nel frattempo vi faccio vedere quanto sono brava a coltivarli, questi benedetti zucchini.

capolavoro della paola!
 
   ...Trovate che il mio ego stia esondando?