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giovedì 29 settembre 2011

Gli attrezzi dell'orto. Parte seconda:

GLI ATTREZZI NECESSARI




 La Vanga
 Che dire, io ne ho un paio, visto che una come saprete si è letteralmente consumata. Le mie sono a forma di scudo, ma ce ne sono di differenti, in base al terreno, quindi vi conviene acquistarne una che sia "di zona" chiedendo ovviamente al rivenditore o confrontandovi con i vicini di orto.



La Zappa
 Che poesia. La zappa. Già ti immagino l'uomo chino sulla terra. Più che poesia, che fatica! Eh già, ma vale la pena sottolineare che una sola mica basta! Infatti insieme alla grande zappano, bisognarà tenere anche due più piccole e leggere, una a punta per i solchi, una piatta per i "lavoretti alla svelta"



Il Forcone
 Si usa per punzecchiare il di dietro degli sventurati…eh eh. Altro attrezzo bellissimo, serve a far respirar la terra, spezzettarne le zolle, oltre, ovviamente, a spostare il necessario. Mi raccomando, le quattro dita devono essere di acciaio temprato.


Il Rastrello
 Per noi è utile quello piccolino, tozzo e con le dita piccoline e corte, perché si deve usarlo per pareggiare e poco altro.



Il Trapiantatoio
 Eccoci qua, secchiello e paletta! ops, secchiello e trapiantatoio. Si, quello là, avete capito bene! Dovremmo già averlo anche se facciamo giardinaggio. Il manico deve essere confortevole e la lama spessa.



La Carriola
 Indispensabile per spostare di tutto. Foglie, letame, compost , scarti vari, e via discorrendo… Basta avere un giardino da "mantenere" per sapere quanto serva. Io ne ho una vecchissima in ferro. Vagamente azzurra. E' storica e solidissima. In giro ne ho viste anche di materiale plastico, ma non posso dare un giudizio, a parte buttare lì un'idea a qualche azienda produttrice: e se ne commercializzaste una in materiale completamente riciclato? La ECOrriola….(Il copyright ovviamente è MIO!!!)



Le Forbici
 Sarebbe meglio averne un paio comodo sulle mani, con lame robuste, e uno con lame più lunghe e sottili per i lavori "di fino" e le ripuliture.



A tutto questo, aggiungiamo un buon cappello di paglia a tesa media,  dei guanti agili ma robusti, degli stivali di gomma. Quando si passano ore lavorando sotto il sole con le mani sempre ad afferrare ed i piedi nella terra, sono cose che aiutano.




sabato 24 settembre 2011

Gli attrezzi dell'orto




L'altro giorno ho notato quanto si fosse accorciata la lama della mia vanga. 
L'ho avuta in eredità da mio nonno, così come molte delle cose che so sulla materia, e gran parte della passione che ci metto.
Gli attrezzi sono molto importanti. Un "corredo" sbagliato, può infatti pregiudicare il risultato del lavoro, e quando questo richiede molta fatica e dedizione, vien da sé che sia fondamentale sceglierlo con cura.
Svuotereste mai un lago con un cucchiaio?

Per sceglierli come si deve, bisogna considerare come si intende usarli, la nostra struttura fisica, e perché no, anche la nostra forma mentale.
Infatti, se si è pratici e sicuri di sé, potranno bastare gli indispensabili. Se, al contrario, si è più meticolosi, magari un po' insicuri e meno esperti, allora sarà opportuno arricchire ulteriormente il proprio parco attrezzi per far fronte più facilmente alle fatiche e agli inconvenienti.
Riguardo alla struttura fisica, sarà d'obbligo "indossare" gli strumenti prima di acquistarli, proprio come quando si provano le scarpe. La lunghezza delle braccia, o del busto, infatti, cambiano completamente le esigenze rispetto ad un manico, così come la forma delle mani e la loro grandezza, ci indicano quale impugnatura sia più opportuna per le forbici, e via discorrendo.
Un'altra cosa importante è preoccuparsi che i manici siano di un legno "buono", come diceva mio nonno. Ovvero, per evitare fastidiose vesciche (che dovendo continuare a lavorare diventano a volte insopportabili) bisogna acquistare manici in frassino o faggio. Anche a discapito della leggerezza, care ragazze mie, le vostre dita vi ringrazieranno!
Fondamentale, infine, accertarsi che l'attrezzo sia in ferro forgiato e pesante. La latta è carina e leggera, ma si piega al primo colpo….




Ricordate, qualche soldino in più investito in qualità, vi farà risparmiare fatica, sudore, arrabbiature, e sapesse ulteriori in futuro! (omammamia...sembro marta stewart!)

Insomma, io ho bisogno di una vanga nuova da applicare al mio vecchio manico di frassino. Mi faccio un giro di shopping….

sabato 9 luglio 2011

Coco è caduto: suicidio o tragico incidente?

Probabilmente il fatto di aver lasciato andare la pianta dell'anguria un po' "a istinto", come spiegato in un paio di post fa, ha causato questo: 








Questo cosa? Bè, come potete vedere, il piccolo Coco non è più attaccato alla sua pianta, ma in un cestino, nella mia cucina. Si capisce che non è cresciuto un granché dalla vicinanza con i miei limoni, il pomodorone e via dicendo (tutto rigorosamente e fieramente dal mio orto!).
E' un cocomero nano, quindi non mi aspettavo un dirigibile, ma così, mi pare un po' pochino.... 
Tra l'altro, non so se mngiarlo o guardarlo... Bussando sulla buccia, il suono parrebbe quasi accettabile...Autosuggestione? Come vi accennavo, si è staccato anzi tempo dal suo tralcio, che è seccato. Suggerimenti? Consigli? Insulti? Quello che volete, ma se avete una qualche opinione sull'argomento, esprimetevi! 

Speriamo nel fratello del tralcio accanto, che ancora resiste...

mercoledì 6 luglio 2011

Aglio mon amour

Sull'Aglio, si potrebbe scrivere un libro. Chissà, forse un giorno lo farò. Sarebbe un libro molto lungo, ma anche molto utile. Nel frattempo, beccatevi i miei agli rosa che prendono il sole... 



Aglio1 Aglio1 

lunedì 4 luglio 2011

Non c'è molto da dire sullo zucchino. Bugia. Lo zucchino è pianta multi-potenziale...Un jolly, considerato che cotto, il sapore è poco forte e si adatta ad accompagnare un sacco di cose, e ad un sacco di cose essere mescolato. Cotto al sole acquista invece un sapore tutto particolare, che si può decidere di portarsi dientro anche d'inverno, congelandolo.
Sono circa venti giorni che ne mangio, quasi ininterrottamente. Ho quindi pensato di postarvi qualche ricetta, e mi son messa di buona lena a buttarne giù qualcuna per iscritto. Ohioi.. (si scrive così??).
Morale della favola, non finivo più...Allora, tanto per farmi viva, nel frattempo vi faccio vedere quanto sono brava a coltivarli, questi benedetti zucchini.

capolavoro della paola!
 
   ...Trovate che il mio ego stia esondando?

giovedì 30 giugno 2011

Super Cavolo Tuttofare

Sono lieta di presentare il super cavolo del mio orto. Si perdoni l'euforia, ma quando le mie verdure crescono, mi esplode il cuore dalla gioia e perché no, dall'orgoglio. Non resisto alla tentazione di mostrarle a tutti. Ecco qua il signor cavolo, re della tavola, e della cicatrizzazione gastrica!
Come sapete, ce ne sono di diverse varietà.  Questo è cavolo verza. E' una pianta rustica, e vi posso assicurare che è molto facile da coltivare. L'ho piantato agli inizi di maggio. Ovviamente mi riferisco a piantine di circa venti centimetri. Dopo il trapianto, le ho innaffiate con cura fino all'attecchimento. Poi le ho "rincalzate" (ovvero ho zappettato intorno alla fila aumentando la quantità di terra sotto ad ogni pianta, ndr). Dovrebbe essere la varietà estivo-autunnale.

SuperVerzadellaPaola!!



Non vedo l'ora di mangiarmelo! (Come vedete non è ancora pronto, bisogna aspettare che le capocchie crescano))
A questo proposito, consiglio numero uno:
    •    Tutte le varietà di cavolo, che spesso vengono consumate cotte - bollite, a vapore, spadellate- emanano un odore non proprio gradevole durante la preparazione. Mia nonna metteva nell'acqua di cottura un po' di prezzemolo, e così faceva mia madre, e anch'io. La magica erbetta risolve il problema puzza-puzza. Se non si ha in casa, ho letto da qualche parte che anche il un pezzo di pane, aggiunto sempre all'acqua di cottura, è utile allo scopo, ma questo non l'ho ancora sperimentato.
Consiglio numero due:
    •    Io, questa specifica varietà, me la mangio con la pasta! Qualsiasi tipo va bene, ma io lo gradisco con le penne rigate, possibilmente integrali (ma anche quelle di mais si adattano bene). Allora, innanzi tutto portare ad ebollizione l'acqua per cuocere la pasta, che in genere impiega una decina di minuti circa. Al momento di buttarla (circa un etto a testa) e salare l'acqua, mettere al fuoco una padella grande a sufficienza da raccogliere successivamente anche la pasta da saltare. Io uso lo wok (O il wok??). A questo punto mettere un filo d'olio e un paio di spicchi d'aglio.(se non vi piace trovarvelo nel piatto , mettetelo vestito, così da toglierlo poi più facilmente) e buttate le foglie di verza precedentemente lavate (è una verdura che si pulisce molto in fretta). Aggiungete spezie a piacere. Io metto una punta di peperoncino e due cucchiai da te di curry dolce. Lasciate appassire finché la pasta non è al dente. Scolatela e buttatela in padella. Saltate il tutto per uno o due minuti dopo aver aggiunto un goccio di brandy, lasciandolo evaporare ( se non l'avete va bene anche il vino bianco…non è la stessa cosa, ma va bè…).
Fine! E' gustoso e sano. Se non lo gradite croccante, basta mettere a rosolare in  padella qualche minuto prima.

E ora, vero e proprio rimedio della nonna. A me l'ha detto la zia, ma fa lo stesso…
    •    Le foglie di cavolo (un tipo qualsiasi, non importa sia verza) possono essere usate come impacco su piaghe, scorticature o simili. Basta bollirle nel latte, poi (facendo attenzione a non ustionarsi) poggiarle sulla parte dolorante. Se il latte non si ha (tipo me…) o non si vuole usare, allora si scaldano semplicemente (magari col ferro da stiro, come lessi qualche anno fa…). D'altronde, anche ingerito aiuta la cicatrizzazione delle ulcere.
Infine:
    •    Se avete emicranie ( e siete da già stati dal vostro medico o naturopata di fiducia!), potete provare a fare cataplasmi di foglie sulla fronte e sulle tempie!

cos'è un cataplasma? Un impiastro, in questo caso solo la foglia scaldata, da applicare topicamente, ovvero dove c'è il problema...