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venerdì 14 giugno 2013

POZIONE MAGICA SEDATIVA: L'infuso di erbe che ti salva la serata!

Bene, immaginiamoci la situazione.
Interno, sera. Cenetta a due con ospite caldeggiato dalla migliore amica, della quale è stretto parente; molto chiacchierone, poco interessante, e ancora meno, haimè, propenso ad andarsene. Purtroppo, visto lo sponsor, non è possibile metterlo alla porta senza offendere la suddetta.
Piovono sbadigli, ma solo da parte mia. Provo anche a lasciar cadere qualche "che stanchezza...no?" Niente.
Le orecchie dolgono, la mano sotto al mento ha fatto una fossa; dalla noia, sentiamo iniziare a crescerci un principio di barbetta caprina attorno alla bazza...Insomma, così non si va avanti. 

chi sarò io, il nonno barbuto di heidi, o la capretta(barbuta)....?

Ci perdiamo d'animo? NO! Come sempre, le nostre care erbette ci vengono in soccorso... E se lo stendessimo con una "pozione" sedativa
E allora la proposta salvifica: Facciamo una tisana? Il malcapitato non sa di avere a che fare con una potente strega in possesso dei segreti della natura, quindi, allettato dall'assaggio di questo "nuovo miele bio, che fanno qui vicino" con cui gli propongo di dolcificarla, accetta.




Questi gli ingredienti - da procurarsi girellando per campagne incontaminate (magari a cavallo di una scopa volante) nel caso soprattutto della lavanda, ma anche della primula, oppure, rivolgendosi, molto più prosaicamente, all'erboristeria di fiducia, o anche alla farmacia (soprattutto per il luppolo) -.


  • 20 g di fiori di primula
  • 10g di fiori di lavanda
  • 10 g di luppolo

Aggiungere uno, ma anche due cucchiai di miscela in una taza di acqua bollente. Coprire, e lasciare riposare per circa dieci minuti. Filtrare, servire...






Dopo venti minuti, l'ospite si è tolto di mezzo sbadigliando (tranquille è arrivato a casa sano e salvo). L'amica mi comunica il giorno seguente, che, per il cugino, la scintilla non c'è stata: "Pare tu sia noiosetta...soporifera ha detto...proprio così, SOPORIFERA"

eh eh eh...Storie di vita vissuta, ragazze, mica bruscolini...

p.s. ogni riferimento a fatti e persone reali, non è casuale, ma con simpatia (ehm)...
p.p.s a te che ti ingrugni, i fatti ivi narrati risalgono a tempi antecedenti l'accasamento ufficiale...

Trattamenti naturali per capelli: IL RISCIACQUO, ovvero, quali erbe medicinali mi si addicono di più?




Abbiamo già parlato di come lavare i capelli, dei prodotti che mi piacciono, e di quelli d'emergenza.

Qui, tratteremo invece l'ultimo, ma non meno importante,  passaggio del lavaggio: il risciacquo.
Questo serve a lisciarli, a lucidarli, e a anche a proteggere il cuoio capelluto.
Insomma, è buona abitudine non lasciare niente al caso anche in questa fase. Le erbe utilizzabili sono davvero molte. ovviamente si sceglie quella più adatta al proprio tipo di capello o all'esigenza particolare.

Una volta decisa la pianta che useremo, versare un cucchiaio da minestra raso di erbe, nel caso siano essiccate, oppure un cucchiaio e mezzo se le abbiamo fresche, in un litro di acqua bollente. Coprire e lasciare riposare per circa dieci minuti, quindi, filtrare. Esatto, si tratta, in pratica, di farne un bell'infuso. A questo punto, si incorpora un cucchiaio di aceto di mele, si aspetta che il tutto si freddi, e si versa sui capelli come ultimo risciacquo, massaggiando delicatamente la cute.

Non c'è ente da conservare, il procedimento è davvero semplice, e gli ingredienti abbastanza comuni (sempre che siate appassionate di erbe come me, e teniate in cucina almeno un'erboristeria base).
E allora, cosa aspettiamo? Ah, giusto, c'è la questione erbe da dirimere...

PROSPETTO INDICATIVO delle ERBE per il RISCIACQUO

  • Capelli grassi e prevenzione della caduta: foglie di rosmarino, fiori di lavanda, fiori di arnica
  • Capelli secchi e fragili: frutti e fiori di malva, frutti di finocchi selvatico, radice di inula.
  • Capelli scuri (per tonificare e ravvivare il colore): foglie di rosmarino, foglie di salvia


mullettone scuro? salvia o rosmarino fanno al caso vostro 
Il caro vecchio Mc Giver, fa largo uso di camomilla

  • Capelli chiari (per ravvivare il colore): fiori di camomilla, fiori di calendula, fiori di arnica.
  • Cute irritata, prurito, forfora: timo, foglie di salvia, fgle di menta piperita, foglie di melissa.

Mi pare che ora ci siamo. Dimenticato qualcosa? Fatemelo sapere che rimedierò immantinente (perdindirindina...)



mercoledì 12 giugno 2013

L'IPERICO DELLE MERAVIGLIE. Una caterva di ricette per tenervi occupati a farvi belli!

L'iperico, Hipericum Perforatum L. è una pianta perenne e molto forte, che si può trovare più o meno ovunque alle nostre latitudini. Viene detto a anche erba di San giovanni, perché una volta, quando esistevano ancora le mezze stagioni, si soleva coglierlo proprio nella dat in questione (24 giugno)

macchia di iperico


Bella, bellissima, dai fiori gialli e l'aspetto appena appena un po' selvaggio. L'iperico cresce in grandi macchie. Generalmente è color giallo intenso, ma può, talvolta virare al rossiccio. Lo si può scovare anche nelle crepe dei vecchi muri.
Le sue foglie sono ricoperte da puntini trasparenti.

fiore

Ho letto da qualche parte che gli animali che se ne cibano hanno la pelle sensibile alla luce del sole.
Quiz del post: trovare la relazione.
Vabbè, ho vinto io. La relazione è con le proprietà topiche. Quindi, niente paura, non dovrete mangiarlo. Infatti l'iperico è eccellente contro eritemi e scottature. Ma vedremo meglio più avanti.

Il profumo dell'iperico è molto forte. Balsamico. In effetti può risultare sgradevole, ma come per tutte le cose, de gustibus...
Se ne usano le sommità fiorite, e il periodo di raccolta è l'estate, prima che i fiori appassiscano. Si essicca raccogliendolo in mazzi, lasciati appesi all'ombra, a testa in giù, in un luogo aerato.

L'olio di iperico si trova facilmente ed ha un costo abbastanza contenuto, ma se preferite, potete anche prepararvelo da soli.





RICETTA: INFUSO ANTI-ANSIA ALL'IPERICO
Ingredienti: due cucchiaini di fiori essiccati in una tazza abbondante di acqua bollente.

Lasciare in infusione qualche minuto (circa 5/10). Consumare dolcificandolo a piacere.

é utile sia come lieve antidepressiovo, considerato che alza i livelli di serotonina nel sangue, e un buon rimedio per i disturbi nella cosiddetta seconda fase del sonno, o anche per ch soffre di risvegli precoci.

Proprio la sua efficacia, ne fa un'erba molto potente, da usare con le dovute precauzioni.

Attenzione a non superare le dosi (massimo 600-900 mg al giorno), a non prenderlo per troppo tempo senza interruzioni (ciclci di due settimane massimo), e all'interazione di questa pianta con medicinali vari, tra cui anticoagulanti, anti-rigetto e anticoncezionali.
Nel caso siate sotto qualche tipo di terapia, lasciate perdere l'iperico e fatevi una camomilla!


RICETTA: OLIO PER PIAGHE E SCOTTATURE ALL'IPERICO
Ingredienti:

  • 100g di sommità fiorite di iperico, fresche e raccolte lontano da fonti di inquinamento varie ed eventuali (lo so.è dura....)
  • 100 g di olio base, preferibilmente di oliva, altrimenti di girasole, ma rigorosamente bio ( e se no che ce lo prepariamo a fare da soli?)
Si mettone i fiori in un vasetto di vetro e li si ricopre con l'olio. Si lascia il tutto a macerare ben esposto al sole, per quaranta giorni. Di tanto in tanto si agita il vasetto. Già dopo pochi giorni, l'olio avrà preso il suo caratteristico colore rossastro.
Finito il tempo di posa, si filtra il composto con un panno (pulitissimo) versandolo dentro un altro vasetto, anch'esso in vetro (stavolta sarebbe meglio vetro scuro) e con chiusura ermetica.



RICETTA: OLIO RASSODANTE ALL'IPERICO
Ingredienti:
  • 100g di sommità fiorite precedentemente essiccate.
  • 100 g di olio vegetale a scelta. Quello di mandorle va bene, comune e abbastanza economico va bene.   
NDR  Io, quando voglio esagerare metto una parte di olio di jojoba, una parte di olio di avocado, una parte di olio di sesamo, in proprorzioni variabili. Queste, infatti, le decido al momento, in realzione al grado di "untuosità" della pelle che deve ricevere il trattamento, visto che l'olio di avocado è abbastanza grasso, mentre quello di jojoba (in realtà tecnicanmente una cera), è leggero, così come quello di sesamo.-  

  • lasciare macerare al sole per otto/dieci giorni, 
  • quindi filtrare e versare in una bottiglia di vetro scuro. 

Si utilizza semplicemente passandolo sul viso pulito e precedentemente inumidito con semplice acqua di rose, o comunque il vostro tonico abituale, massaggiando con delicatezza per farlo assorbire meglio.

Mi pare che per il momento possa bastare.
Con tutto questo scrivere, mi ci vuole proprio una bella tisana all'iperico, per rilassarmi!




martedì 11 giugno 2013

EMERGENZA RUGHE; OVVERO COME RALLENTARE I SEGNI DEL TEMPO: L'anti età sostenibile

Rughe, rughette, linee d'espressione, segni. Borse, pelle gialla, pallida...La prova trucco per la prossima stagione di The Walking Dead? No, purtroppo no.

Sono io al mattino, con un mese di viaggio alle spalle ( a proposito, bentornata a me, e bentornata al me nel blog), tanto lavoro, poco sonno, cibo che capita.

Quando si è in giro, si è spesso costretti a ritmi insostenibili, non si dorme quanto e come si dovrebbe, non si mangiano le cose buone e naturali del proprio orto, non si beve a sufficienza, e poi, tra arie condizionate di varia entità, cambio di clima, smog di ogni tipo, fusi orari, e chi più ne ha più ne metta, è un miracolo che la mia povera pelle stia ancora attaccata alla faccia.




Come vi si appenda, però, è un altro paio di maniche.
E allora mi è venuta l'idea di scrivere questi appunti sulla mia tecnica d'urto (finora) super segreta (mi sa che se continuate a leggere dovrò uccidervi, uno per uno...).

In realtà è possibile che ne abbiate già sentito parlare. Io e le mie amiche, infatti ne abbiamo discusso a non finire nelle nostre interminabili sessioni di "tè dalle cinque a quando ce n'è", e quindi sospetto che altre sappiano il verbo. Beh, buon per loro, ad ogni modo, repetita iuvat comunque, no?

Ma prima, continuiamo a girarci un po' attorno (suspance hitchckockiana)
Allora, la prima cosa da fare, come sempre, è rallentare. Che significa? Esattamente quello che indica: rallentare, mollare la presa, lasciare andare. Staccare la spina. Non tutti possono permetterselo, ma ragazze (e ragazzi) mie, almeno un paio d'ore la settimana di assoluta lentezza, accompagnata da sacrosanto vuoto di pensieri e azione, dobbiamo proprio riuscire a trovarle.

Lasciar correre via l'adrenalina in eccesso, lasciar calmare le acque, è fondamentale, e distende la pelle più di qualsiasi crema o maschera.

Bene, in questi momenti, se possibile, sonnecchiamo, magari con due fette di cetriolo sugli occhi e una maschera nutriente fatta in casa ( ad esempio uovo sbattuto -solo e soltanto se l'uovo viene da una gallina che chiamate per nome, a cui non tirerete mai il collo, e che scorrazza con un paio di amiche nella vostra aia, mi raccomando, mai comprare uova!) con polpa di albicocca e un cucchiaino di yogurt -di soya-) spalmata sulla faccia.

Ed eccoci al momento topico in cui vi svelerò il segreto magico, e poi verrò a prendervi uno a d uno (che faticaccia...).......
Per una settimana buona usate al posto o prima della vostra crema idratante..........

CONNETTIVINA. Tutto qui? e vi pare poco? con una concentrazione di acido ialuronico pari al due per cento, è una crema che ridona turgore e idratazione all'istante. Non a caso viene consigliata in caso di ustioni o abrasioni. Non ha controindicazioni, è molto economica (circa otto euro) si trova in ogni farmacia, senza bisogno di ricetta. C'è anche la versione PLUS che è da evitare ASSOLUTAMANTE, poiché contiene antibiotico.
C'è sia in versione gel, più leggera, che in versione crema.

L'alta concentrazione di acido ialuronico aiuta la pelle a mantenere la giusta idratazione, ed ha inoltre un'azione moderatamente riparatrice.
Ricordate, comunque, che niente fa miracoli, nemmeno le costosissime creme con ingredienti esotici e strampalati.

Buon sonno, buona alimentazione, moderata attività fisica, buonumore, e un po' di connetivina, però, possono davvero aiutare!

E ora scusatemi, ma bisogna che mi avvii, per eliminarvi tutti mi ci vorrà almeno la nottata intera!





mercoledì 27 marzo 2013

Menù di Pasqua. Vegano.



Mia cognata mi ha fatto una testa così con il menù di Pasqua. Sta seriamente pensando di diventare vegana, ma per quei momenti in cui la convivialità sposa il rito e le tradizioni antiche, o magari soltanto vecchie, come molti, si trova spiazzata.

Forse non è la sola. Io e la mia famiglia ce ne andremo a fare "un giro in giro", ma per tutti quelli che come la mia cognatina sono in difficoltà, beccatevi questo:


Vi ri-posto un ottimo menù di Pasqua, completo, ricco, sano, fattibile, economico, e soprattutto buonissimo!

Potete scaricarvi anche il comodo volantino, se volete "diffondere" queste ottime ricette ad amici e conoscenti.

Il tutto, ovviamente è curato da Agire Ora. Fatevi un giro se volete ancora più info, consigli pratici e via dicendo.


Menu di Pasqua

Antipasto: Fagottini asparagi e patate
Primo: Risotto al limone e timo
Secondo: Polpette di funghi e fagioli
Contorno: Bocconcini di spinaci
Dolce: Budino alla cannella
Antipasto: Fagottini asparagi e patate 
Ricetta di: Suffi; Difficoltà: Media; Tempo: 60 minuti
Ingredienti per 4 persone:
700 g di asparagi bianchi
3 patate
2 cipolle
275 g di pasta sfoglia (rotolo rettangolare)
150 ml di panna di soia
parmigiano veg (50 g di mandorle tritate, sale, 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie)
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
10 ml di latte di soia
Preparazione:
Pelare le patate, tagliarle a cubetti e lessarle per 10 minuti da quando bolle l'acqua; nel frattempo pulire gli asparagi, tagliando la parte inferiore e pelando quella più esterna, e poi tagliarli a rondelle sottili (via via più spesse andando verso la punta). Tagliare le cipolle, farle appassire con un po' d'olio e aggiungervi gli asparagi insieme a mezzo bicchiere d'acqua; cuocere col coperchio per circa 15 minuti. Quando gli asparagi sono morbidi, togliere il coperchio, far asciugare l'acqua e aggiungere le patate. Aggiustare di sale e pepe, unire la panna di soia e, alla fine, il parmigiano veg. Far raffreddare il composto e intanto dividere la pasta sfoglia in 8 quadrati, in ciascuno dei quali si metteranno 2 cucchiai abbondanti del composto. Per ogni quadrato, unire al centro le 4 estremità e chiudere le fessure tra un lembo e l'altro schiacciando la pasta sfoglia. Spennellare le superfici dei fagottini con il latte di soia e cuocere in forno a 200 gradi per 20 minuti.
Primo: Risotto al limone e timo 
Ricetta di: supercri; Difficoltà: Facile; Tempo: 30 minuti
Ingredienti per 4 persone:
1/2 cipolla oppure 1 scalogno
400 grammi riso parboiled
1/2 limone
1 litro di brodo vegetale caldo
3 rametti di timo
2 cucchiaini di erba cipollina essiccata
pepe q.b.
Preparazione:
Tritare e rosolare la cipolla nell'olio a fuoco basso. Unire il riso e farlo tostare per 1 minuto, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Bagnare con il succo di limone, mescolare bene, e poi aggiungere due mestoli di brodo vegetale caldo. Portare a cottura, aggiungendo un paio di mestoli di brodo vegetale caldo ogni volta che asciuga. Una volta cotto, profumare con la scorza di limone tagliata a striscioline, le foglioline di timo e l'erba cipollina essiccata. Mescolare bene e spegnere. Aggiungere il pepe, sempre mescolando, e servire.
Secondo: Polpette di funghi e fagioli 
Ricetta di: Serendip; Difficoltà: Facile; Tempo: 35 minuti
Ingredienti per 4 persone:
500 g di fagioli cannellini freschi lessati o in scatola
400 g di funghi misti surgelati
aglio
olio
sale, pepe
prezzemolo
pangrattato
Preparazione:
Cucinare i funghi per 10-15 minuti con aglio tritato, olio, sale e aggiungere un po' di prezzemolo a fine cottura. Nel frattempo sciacquare e sgocciolare i fagioli. Quando i funghi sono cotti metterli nel mixer insieme ai faglioli, un cucchiaio d'olio, sale e pepe fino a formare una crema. Formare delle polpette e passarle nel pangrattato, mettere in una teglia antiaderente con un po' d'olio, oppure suddividere il composto in uno stampo multiplo per dolci, e infornare per 10-15 minuti a 200 gradi. Sono buone anche a temperatura ambiente.
Contorno: Bocconcini di spinaci 
Ricetta di: fiordaliso09; Difficoltà: Facile; Tempo: 50 minuti
Ingredienti per 4 persone:
mezzo chilo di spinaci surgelati (oppure 1kg freschi lessati)
2/3 spicchi d'aglio
5 cucchiai di gomasio
4 o 5 cucchiai di pangrattato
pepe arcobaleno oppure noce moscata
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Preparazione:
Cuocere gli spinaci surgelati oppure quelli freschi dopo averli mondati. Una volta lessati, scolarli e schiacciarli un po' per togliere l'acqua in eccesso, tagliarli velocemente col coltello in modo da sminuzzarli leggermente e saltarli in padella con l'olio extravergine di oliva e l'aglio. Levare l'aglio, salare proprio poco e pepare abbondantemente con pepe arcobaleno (miscela di pepe bianco, nero, pimento e schinus) oppure con noce moscata. Lasciare intiepidire, quindi aggiungere 2 o 3 cucchiai di gomasio. Formare delle piccole palline, non più grandi di una noce e passarle rotolandole nel pangrattato mescolato con gomasio (4 cucchiai di pangrattato e 2 cucchiai colmi di gomasio). Disporre le palline in una teglia unta e passare nel forno 200 gradi per 10/15 minuti, deve solo asciugare un pò il pangrattato della crosticina. Lasciare intiepidire prima di servire.
Dolce: Budino alla cannella 
Ricetta di: erbaluna; Difficoltà: Media; Tempo: 10 minuti
Ingredienti per 4 persone:
400 ml di latte di soia zuccherato (o riso o avena)
40 g di farina 00 (ma anche integrale va bene)
40 ml di olio extravergine d'oliva
80 g zucchero integrale di canna (o il dolcificante che preferite)
cannella in polvere
biscotti (facoltativo)
Preparazione:
Scaldare l'olio a fiamma bassa, in una pentola abbastanza grande (calcolate che crescerà di volume), toglierlo dal fuoco e aggiungere la farina lentamente mescolando bene fino a formare una specie di polentina. Aggiungere lo zucchero (meglio metterne un po' alla volta e assaggiare per vedere quando va bene come "dolcezza"). Rimettere sul fuoco e diluire quindi il composto con il latte, precedentemente riscaldato. Il latte deve essere aggiunto poco per volta mescolando di continuo per non far creare grumi. Viene molto bene se usate una frusta, specie se siete meno esperte/i. Mescolare bene fino a che il composto non si addensa (ci vorranno pochi minuti). Aggiungere cannella a piacere, e versare subito dentro degli stampini (vanno benissimo quelli di alluminio per i muffin che vendono al supermercato). Non lasciare il composto nella pentola perché raffredda in fretta e potrebbe formare dei grumi (ma se dovesse succedere, in caso non venissero via solo mescolando, scaldate un altro pochino di latte e aggiungetelo). Se preferite, prima di riempirli, potete sbriciolare dei biscotti a piacere sul fondo degli stampini. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, spolverate di cannella e mettete in frigo. Sono buoni sia freddi che caldi!
Fonte: VeganHome.it - http://www.veganhome.it/ricette/dolci/budino-cannella/

domenica 10 marzo 2013

FAKE PANCAKE, ovvero, una Ricca Colazione Vegana

Stamani mi sono alzata con molta calma, e molta fame. D'altronde, è domenica.
Ho inondato la cucina di quieta musica, e mi sono messa all'opera, considerato il vuoto  che amplificava i rumori ferini della mia panciotta.

Cosa c'è di meglio che delle dolci frittellone con una bella tazza di caffellatte (rigorosamente di soia, però!) per cominciare una giornata in bellezza?

In realtà, questo è un classico della cucina vegana dell'ultimo minuto.
Semplicissimo, economicissimo, veloce, leggero, ma soprattutto BUONO!
Una sorta di mix tra panelle e cecina, declinate in una versione dolce, vagamente yankee. Tutto chiaro? No? Allora andiamo più nel dettaglio:



INGREDIENTI:

  • farina di ceci (la quantità è relativa...Avete molta fame? 150 g!)
  • olio (meglio extravergine di oliva, se ne avete, per le preparazioni dolci è buono anche di cocco, io non ne avevo...finito tutto per un lungo impacco ai capelli! )
  • acqua
  • opzionale: malto d'orzo

attrezzatura di base:
  • una padella antiaderente ( se avete la crepiera, buon per voi, ma non credo, visto che è elettrica, sia un gran che ecologico usarla.)
  • una boulle
  • una frusta per mescolare
Per guarnire, a scelta, consiglio:
  • marmellata preferita
  • sciroppo di barbabietola (fantastico)
  • sciroppo d'agave
la consistenza giusta dell'impasto



Ponete la farina nella boulle e versate lentamente l'acqua, a filo, mentre mescolate con la frusta, in modo da ottenere un composto morbido, ma tendenzialmente liquido. Se avete bisogno di extra-dolce, aggiungete un cucchiaino di malto d'orzo (o di riso) mentre continuate a mescolare. Io non lo richiedo, perché preferisco farcire a posteriori le mie frittelline, e un gusto eccessivamente dolce mi disturba, ma ad ognuno il suo.

Nel frattempo, scaldate bene la padella dopo averla "unta" con un filo di olio ( o mezzo cucchiaino se si tratta di olio di cocco). 

Eccoci al momento topico.
Versate il composto nella padella, fatelo scivolare bene fino a coprire tutta la superficie, e lasciate cuocere due/tre di minuti. Appena possibile, giratela. No, tranquilli, non, non alla maniera degli chef francesi; io vi suggerisco di usare un mestolo piatto e, facendo attenzione a non graffiare la padella, cominciare a staccare la frittella delicatamente dai lati, fino a voltarla sull'altro lato, lasciandola poi cuocere ancora per un paio di minuti.

E via nel piatto.

Continuate così fino ad esaurimento composto.

Adesso sedetevi in compagnia di chi volete, con un bella tazza colma della bevanda mattutina che più apprezzate, e guarnite le frittelle con quel che più vi aggrada. Musica in sottofondo, uccellini sulla finestra, e magari un po' di sole!

GNAM GNAM!



*non ricordo la fonte della foto numero 1. L'ho trovata in una vecchia cartella tra i doc del pc...se qualcuno lo sa, aggiornerei volentieri con il link adeguato. FATEMI SAPERE

giovedì 7 marzo 2013

POZIONE MAGICA DI FAMIGLIA:UNGUENTO PER MANI ROVINATE o PRESUNTE TALI

Questa è una ricetta semplicissima. Gli ingredienti sono pochi, e abbastanza comuni. O almeno, averli in casa è comunque comodo, non sono particolarmente costosi (anche se tutto è relativo) e si trovano facilmente.



Ingredienti:

burro di karitè                    quattro cucchiai da minestra
cera d'api                            un cucchiaino da caffè e mezzo

olio extravergine di oliva    un cucchiaio da minestra
oleolito di calendula           due cucchiai da minestra


olio essenziale di lavanda    cinque gocce
olio essenziale di tea tree     tre gocce
olio essenziale di limone     cinque gocce

miele (millefiori andrà benissimo)   un cucchiaio da minestra
tocopherolo (vitamine E)                qualche goccia

Poi vi serviranno solo un paio di recipienti per cuocere a bagnomaria, meglio se di acciaio inox, un paio di cucchiai e cucchiaino per fare le dosi e mescolare, ed un contenitore per conservare il prodotto. Il tutto deve essere ovviamente rigorosamente sterile!! (in realtà, basta sia ben lavato e asciutto)

In sostanza si tratta solo di sciogliere a bagnomaria il burro con la cera mescolandoli bene,  assieme agli oli ed al miele. Mescolare bene lasciando a bagnomaria qualche minuto, finche il composto non appare omogeneo. Versare poi il tutto in un contenitore ben pulito e asciutto, e alla fine aggiungere gli oli essenziali, mescolare ancora un po' e lasciare freddare.

L'unguento, essendo privo di acqua, ha una durata relativamente lunga (un paio di mesi senza problemi).
Molto grasso, se ne può usare una piccola noce per volta, e rende le mani subito morbide.
Non aggiungo altro, se non PROVARE PER CREDERE!




mercoledì 6 marzo 2013

MAI PIù SENZA...argilla verde ventilata

Davvero c'è bisogno di un altro post sull'argilla? Si, davvero. Dirò di più: Davvero Davvero davvero. Procediamo.

Avete mai notato la gioia di un cane quando riesce a rotolarsi in una pozzanghera fangosa?
Ad alcuni di noi potrebbe sembrare una pratica essenzialmente ZOZZA. In realtà, la bestiola non ha tutti i torti.

Eseguendo il "tuffo nella fanghiglia", infatti il nostro amico non fa altro che ricoprirso di argilla. Eh, già. Ma che cos'è questa "terra" magica?



kriptonite?



Tecnicamente, l'argilla è una miscela di sostanze allumino-salicate. Un minerale. Una vera e propria terra, e in quanto tale, viva. In sostanza, è tutto qua. Ma non è affatto poco.
Ce ne sono un sacco di varietà, a seconda di dove si trovano, e dunque del tipo e della quantità di minerali presenti in zona.

Quella che mi interessa di più, però, è quella verde. Perché alla fine è un classico, e un classico è sempre un classico, e se è diventato tale un motivo ci sarà, no?


Innanzi tutto, è un ingrediente multitasking. L'argilla serve ad un sacco di cose: pelle, denti, capelli, depurazione, disinfezione, odori....chi più ne ha più ne metta.  Se è ventilata, è utile sia per uso topico che orale. Insomma, si può pure ingerire.
Sono sicura che avete letto e riletto e sentito e visto di maschere per pelle impura a base di argilla verde un po' dovunque.
Non vi tedierò sul tema. Vi basti sapere che un cucchiaio (di legno) di argilla verde può essere miscelato con infusi di varia natura a seconda delle esigenze (dalla camomilla all'ortica, e via dicendo), con oli essenziali (lavanda, teatree, rosa, anche qua dipende dalle esigenze), yogurt, miele o semplicemente acqua calda.
La pappina risultante sarà comunque buona da spalmarsi addosso fino ad asciugatura( in genere bastano pochi minuti, con lo yogurt un po 'di più...).

IMPORTANTISSIMO: bisogna sempre evitare di maneggiarla con attrezzi metallici (mi riferisco a cucchiai e scodelle vari). Da preferire il legno, ma anche la plastica va bene.



Con l'argilla verde, una punta di bicarbonato, e alcune gocce olio essenziale di mirra, olio essenziale di garofano, olio essenziale di salvia, olio essenziale di menta, si può confezionare un buon dentifricio in polvere. Alquanto abrasivo, sconsiglio di usarlo tutti i giorni, e comunque sempre molto poco e distribuito su uno spazzolino molto bagnato. Una volta la settimana è una buona pulizia. Sbianca e disinfetta.

L'argilla verde ventilata, si può anche bere. Va posta in un bicchiere di acqua tiepida e lasciata riposare qualche ora finchè non cade sul fondo. Un bicchierone la mattina (ovviamente lasciata riposare una notte), a digiuno, per un mese intero, è una delle più vecchie e note cure depuranti e rimineralizzanti.
Potrebbe costipare, quindi, chi ha problemi in questo senso, lasci perdere!


martedì 5 marzo 2013

L'ACHILLEA MILLEFOGLIE e noi donne IN quei giorni


Questo non è un post su quali assorbenti risultino più opportuni in caso di lancio col paracadute. No.
Ho intenzione di svelarvi il segreto con il quale affronto quei fastidiosi crampi che mi coglievano impreparata fino a quando non ho iniziato a farmi qualche tisana in più!

L' Achillea (Achillea Millefolium ), è un'erba perenne della famiglia delle Composite. Molto diffusa alle nostre latitudini, è facile incontrarla ai bordi delle strade, vederla occhieggiare dai fossi, o crescere rigogliosa sia nei terreni umidi che in quelli sassosi.



Può arrivare fino a sessanta cm di altezza. Le foglie sono strette e frastagliate. I fiori, in realtà dei capolini, sono bianchi o rosati e si uniscono a formare folte ombrelle (per questo i meno pratici potrebbero confonderla con un'ombrellifera).
Sicuramente l'abbiamo incontrata mille volte passeggiando all'aria aperta.
Se ne usano prevalentemente le sommità fiorite, ma anche le foglie.
Si raccoglie tra giugno e settembre.




Il nome che porta ne segnala già alcune storiche proprietà, visto che si rifà all'eroe greco (appunto Achille), che, si narra, medicasse con un impiastro di foglie e fiori della pianta, le ferite della battaglia. È conosciuta anche col nome di “millefoglie”, “erba dei falegnami” “erba dei tagli” o “sanguinella”. Insomma, tutto pare ricondurre a proprietà vulnerarie.

Principali costituenti, Proprietà e Indicazioni
La scienza sembra avvalorare le secolari convinzioni sulla pianta come cura per le ferite.
Achilleina e achilletina infatti stimolano la coagulazione del sangue, mentre azulene e acido salicidico sono antinfiammatori ed analgesici. I tannini, infine, agiscono da potenti antisettici.
Sono state confermate inoltre le proprietà antispasmodiche (grazie al camazulene, presente anche nella camomilla), emostatiche (l'uso topico è consigliato per il trattamento delle emorroidi), emmenagoghe e digestive.

Nello specifico, oltre a distendere l'apparato digerente, aiuta a rilassare i muscoli lisci dell'utero, risultando quindi efficace nel trattamento dei dolori mestruali (i tipici crampi).

io sono solita assumerne un paio di tazze al giorno (sotto forma di infuso, vedi preparazione in fondo al post) nella settimana settimane "calda" che precede il ciclo, e in quella che lo attraversa


La moderata dose di tujone presente nell'olio essenziale, può giustificare anche il tradizionale impiego come blando sedativo.

Ricette
Un buon infuso può essere preparato con 30g di fiori secchi in un litro d'acqua. Ho già chiarito l'utilità da me riscontrata.
Bevendone circa tre tazze al giorno, tra i pasti, potremo anche aiutare digestioni difficili! Lo stesso infuso, può essere usato anche per dei lavaggi in caso di eczema o dermatosi.
Il succo della pianta fresca, dona sollievo se applicato direttamente in caso di emorroidi o ragadi.

domenica 9 ottobre 2011

La mano dell'ortolana: giradito, vesciche e pelle secca…


Molto spesso, facendo lavori manuali, le dita delle mani e anche quelle dei piedi, se ne stanno compresse nel sudore di guanti e calzini, o stivali di gomma; sovente a contatto con terra e connessi. Insomma, certo non si tratta di cure di bellezza.





 Credo sia per questo che soffro di tanto in tanto di lievi giradito, detti anche paterecci; a volte mi si formano vesciche su piedi o mani, e la pelle delle mani tende spesso a screpolarsi.
(Premetto, come sempre, che non voglio indurre alcun lettore ad evitare il medico)

Cosa molto fastidiosa. Per affrontarla, mi sono dunque munita di ogni consiglio potessi trovare tra i rimedi casalinghi, vista la mia (e sottolineo mia) nota avversione per pomate antibiotiche, cerotti dalle presunte virtù miracolose, creme puzzolone o roba simile.
Alla fine, ho trovato quello che fa per me. Con un unico trattamento mi sistemo manine e piedini!

Si tratta prima di tutto di prendersi una ventina di minuti di pausa serale concedendosi un bel mani/pediluvio a base di acqua e sale marino integrale in una percentuale piuttosto alta. Per i piedi si può usare una qualsiasi bacinella a misura e per le mani può andare anche una piccola insalatiera. Non è necessario, ovviamente, immergere contemporaneamente le quattro estremità, ma solo quelle interessate dal problema. Finito questo, asciugare (rispettivamente mani o piedi).
Preparare una pastella a base di acqua e argilla. Io uso quella verde, ma suppongo vadano bene anche altri tipi.
Che sia smectite, illite o caolino, l'importante è che sia argilla pura, e possibilmente provenga da un luogo quanto più vicino a dove si vive.
Si passa a spalmare il tutto su dita e unghie interessate dal patereccio o dalla vescica. Lasciare seccare con tutta tranquillità. Io a volte la lascio anche tutta la notte.
Con questi due passaggi, sia il giradito che la vescica tenderanno ad asciugare. Ovviamente non sempre dopo la prima applicazione. Infatti il primo è un'infezione, e a volte ci mette un po' di più a guarire. 
Infatti, per affrontare quei giradito più ostinati, io mi armo del caro vecchio amico aglio.




Ne faccio una pasta schiacciandolo nel mortaio, quindi lo metto sulla parte interessata, e per finire impacchetto il povero dito con una folia di cavolo precedentemente scaldata con una passata di ferro da stiro bollente. Per fermare il tutto, uso un gommino da ortaggi, tenuto però abbastanza lente, in modo che non blocchi la circolazione. La medicazione, ha potere antibiotico grazie all'aglio, e sfiammante grazie al potentissimo cavolo.




Nel caso si deve ripetere per qualche sera (se supera la settimana nonostante tutto, andare dal medico).  La vescica invece passa più velocemente. E' sufficiente l'impacco con l'argilla e si asciuga tutto in batti-baleno.
Dopo questo, non rimane che ammorbidire un po'.  Prima di dormire, infatti, un bel massaggio idratante fa sempre bene alle mani screpolate dell'ortolana in erba. Io uso un olietto così composto:
Olio d'oliva (due terzi), olio di ricino (un terzo) e qualche goccia di Olio Essenziale di limone (io metto tre gocce per circa trenta ml). Il tutto shakerato in una bottiglietta di vetro scuro. Mi raccomando, come sempre, prima di applicare un olio sulla pelle, inumidire sempre la parte, oppure miscelare con del gel d'aloe.

lunedì 3 ottobre 2011

Balsamo al Limone







Io non ho i capelli grassi, e neppure li ho secchi. "Interessante", direte voi. In realtà, lo è a causa del motivo. Infatti, non è perché sia particolarmente fortunata, ma semmai perché seguo una routine per ciò che concerne trucco e parrucco, priva financo di tensioattivi, sostanze da confezionamento varie, siliconi, parabeni e "orrendezze" di sorta. Quindi la chioma se la gode, tra polveri varie, farine e argille, piantine e verdurazze.
Tuttavia ho voglia di cambiare un po', così ho deciso di farmi qualcosina dalla consistenza più "commerciale".
Mi diletterò nella produzione di un balsamo al limone che ho scovato in rete qualche tempo fa, poi ho stampato e poi ho scordato. Questa mattina pulendo per bene scrittoio ed annessi, ecco sbucare il foglietto stampato su carta rigorosamente riciclata viviverde.
Purtroppo, il vero autore mi è sconosciuto. Se qualcuno di voi lo sa, mi faccia sapere, affinché possa aggiornare il post con i dovuti ringraziamenti, nonché link e attribuzioni del caso.
Per ora posso solo dire "Grazie autore misterioso per questo profumatissimo  balsamo al limone!"

Dunque, gli ingredienti sono:
due limoni, 200 ml di acqua, un cucchiaino di olio di cocco.

Si spremono bene i limoni, poi si fanno a pezzetti le bucce (motivo per cui bisognerebbe usare SOLO limoni completamente bio). Si mettono a bollire i 200 ml di acqua che poi si versano sulle bucce tagliuzzate facendo riposare per una mezz'ora in un contenitore coperto. Infine si mette il succo precedentemente spremuto, le bucce con la loro acqua di macerazione e il cucchiaino di olio di cocco nel frullatore, e daje de frullata.
Filtrare il tutto con una garza o simile, facendo attenzione a strizzare bene.
Si può conservare qualche mese nel freezer sotto forma di cubetti, colandolo subito in un contenitore per il ghiaccio.

Che ne dite? Il profumo è ottimo, gli ingredienti sani, male che vada mi profumeranno i capelli di buono, no?

mercoledì 6 luglio 2011

Aglio mon amour

Sull'Aglio, si potrebbe scrivere un libro. Chissà, forse un giorno lo farò. Sarebbe un libro molto lungo, ma anche molto utile. Nel frattempo, beccatevi i miei agli rosa che prendono il sole... 



Aglio1 Aglio1 

giovedì 30 giugno 2011

Super Cavolo Tuttofare

Sono lieta di presentare il super cavolo del mio orto. Si perdoni l'euforia, ma quando le mie verdure crescono, mi esplode il cuore dalla gioia e perché no, dall'orgoglio. Non resisto alla tentazione di mostrarle a tutti. Ecco qua il signor cavolo, re della tavola, e della cicatrizzazione gastrica!
Come sapete, ce ne sono di diverse varietà.  Questo è cavolo verza. E' una pianta rustica, e vi posso assicurare che è molto facile da coltivare. L'ho piantato agli inizi di maggio. Ovviamente mi riferisco a piantine di circa venti centimetri. Dopo il trapianto, le ho innaffiate con cura fino all'attecchimento. Poi le ho "rincalzate" (ovvero ho zappettato intorno alla fila aumentando la quantità di terra sotto ad ogni pianta, ndr). Dovrebbe essere la varietà estivo-autunnale.

SuperVerzadellaPaola!!



Non vedo l'ora di mangiarmelo! (Come vedete non è ancora pronto, bisogna aspettare che le capocchie crescano))
A questo proposito, consiglio numero uno:
    •    Tutte le varietà di cavolo, che spesso vengono consumate cotte - bollite, a vapore, spadellate- emanano un odore non proprio gradevole durante la preparazione. Mia nonna metteva nell'acqua di cottura un po' di prezzemolo, e così faceva mia madre, e anch'io. La magica erbetta risolve il problema puzza-puzza. Se non si ha in casa, ho letto da qualche parte che anche il un pezzo di pane, aggiunto sempre all'acqua di cottura, è utile allo scopo, ma questo non l'ho ancora sperimentato.
Consiglio numero due:
    •    Io, questa specifica varietà, me la mangio con la pasta! Qualsiasi tipo va bene, ma io lo gradisco con le penne rigate, possibilmente integrali (ma anche quelle di mais si adattano bene). Allora, innanzi tutto portare ad ebollizione l'acqua per cuocere la pasta, che in genere impiega una decina di minuti circa. Al momento di buttarla (circa un etto a testa) e salare l'acqua, mettere al fuoco una padella grande a sufficienza da raccogliere successivamente anche la pasta da saltare. Io uso lo wok (O il wok??). A questo punto mettere un filo d'olio e un paio di spicchi d'aglio.(se non vi piace trovarvelo nel piatto , mettetelo vestito, così da toglierlo poi più facilmente) e buttate le foglie di verza precedentemente lavate (è una verdura che si pulisce molto in fretta). Aggiungete spezie a piacere. Io metto una punta di peperoncino e due cucchiai da te di curry dolce. Lasciate appassire finché la pasta non è al dente. Scolatela e buttatela in padella. Saltate il tutto per uno o due minuti dopo aver aggiunto un goccio di brandy, lasciandolo evaporare ( se non l'avete va bene anche il vino bianco…non è la stessa cosa, ma va bè…).
Fine! E' gustoso e sano. Se non lo gradite croccante, basta mettere a rosolare in  padella qualche minuto prima.

E ora, vero e proprio rimedio della nonna. A me l'ha detto la zia, ma fa lo stesso…
    •    Le foglie di cavolo (un tipo qualsiasi, non importa sia verza) possono essere usate come impacco su piaghe, scorticature o simili. Basta bollirle nel latte, poi (facendo attenzione a non ustionarsi) poggiarle sulla parte dolorante. Se il latte non si ha (tipo me…) o non si vuole usare, allora si scaldano semplicemente (magari col ferro da stiro, come lessi qualche anno fa…). D'altronde, anche ingerito aiuta la cicatrizzazione delle ulcere.
Infine:
    •    Se avete emicranie ( e siete da già stati dal vostro medico o naturopata di fiducia!), potete provare a fare cataplasmi di foglie sulla fronte e sulle tempie!

cos'è un cataplasma? Un impiastro, in questo caso solo la foglia scaldata, da applicare topicamente, ovvero dove c'è il problema...