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martedì 20 agosto 2013

VADEMECUM PELLE: le 10 regole (prettamente alimentari) per mantenerla sana (e più sano è più bello)

REPETITA IUVANT. Ve lo premetto, perché queste regole (sacrosante), dovrebbero ormai appartenere al bagaglio culturale di ognuno di noi. Forse non vi sembreranno nuove, ma c'è poco da discutere, queste sono, queste rimangono.


  1. Ridurre (sarebbe meglio eliminare) le proteine e i grassi animali.
  2. Ridurre l'eccesso di cibo.
  3. Ridurre gli zuccheri semplici.
  4. Ridurre (per quanto possibile) la quantità di additivi chimici, conservanti, coloranti e affini, attraverso il consumo di cibo biologico, a chilometro zero, etc...
  5. Scegliere i carboidrati complessi, rispetto a quelli raffinati (ergo, mangiare integrale)
  6. Aumentare il consumo di fibre (legumi, cereali integrali e verdure)
  7. Aumentare il consumo di frutta e verdura ( poichè sappiamo bene che contengono vitamine e micronutrienti essenziali)
  8. Bere molta acqua lontano dai pasti.
  9. Scegliere il sale marino, rispetto a quello raffinato, ma usarlo comunque con moderazione.
  10. Smettere di fumare.

Intesi?!






venerdì 26 luglio 2013

Ghassoul mon amour. Guida all'acquisto dell'argilla giusta.

Ne abbiamo già parlato, lo so. Ma questa argilla, questa terra preziosa e antica è così utile e versatile, che ogni volta che la uso ho voglia di tesserne le lodi.

Stavolta, però, cercherò anche di rendere utile la cosa. Infatti, il mercato, offre oggi una varietà più ampia di marche di ghassoul (o rassoul che dir si voglia),  e la domanda nasce spontanea:


  1. Quante marche sono adesso disponibili?
  2. Sono tutte uguali?
  3. Che differenza c'è?
  4. Perchè alcune costano molto ed altre invece sono relativamente economiche?
  5. Dove posso trovarle?

(e le domande sono già cinque!)
Vediamo di rispondere.

Innanzi tutto, sul mercato ce ne sono veramente di molte marche. I prezzi non  sono altissimi, tuttavia, per motivi che non riesco a verificare, variano, a volte anche considerevolmente.

Quello della Tea Natura è buono ed economico. Costa intorno ai cinque euro per una quantità pari a 350g. Si può trovare facilmente, come tutti i prodotti della tea natura. Lo metto al primo posto, perchè è la mia prima scelta.

Poi c' quello di Aroma Zone, di qualità lievemente inferiore, comunque, siamo lì. Il prezzo è però più conveniente: 5,50 euro per cinquecento grammi. Si trova solo sul sito di Aroma Zone, o nei loro negozi, se passate in Francia...

C'è anche il ghassoul dell'Alva, una marca che io amo molto. Tuttavia non l'ho mai provato perché il prezzo, onestamente, mi pare un po' troppo alto. Infatti, per la confezione da 100g, si spendono più di otto euro.

Stesso discorso, per la confezione da 200 g della Kart, che costa la bellezza di 16 euro e rotte...

Se dovessi vincere all'enalotto li provo e vi faccio sapere (ma piuttosto, esiste ancora l'enalotto???)


giovedì 25 luglio 2013

L'indomabile ANGELICA


 


L'Angelica (Angelica achangelica) è una pianta della famiglia delle ombrellifere. Detta anche erba degli angeli o arcangelica, ha origine nel Nord Europa. Infatti, la specie considerata più attiva a livello fitoterapico, sarebbe l'Angelica della Lapponia. Dalle nostre parti è raro vederla crescere spontaneamente, se non in alcune zone alpine, tuttavia è comunemente coltivata in orti e giardini.

La Storia
La pratica della coltivazione dell'Angelica risale al millecinquecento, ma già dal decimo secolo, la si importava dai paesi scandinavi come merce preziosa, visto i molteplici utilizzi. Spezia, verdura, erba officinale, l'Angelica veniva usata addirittura contro gli avvelenamenti. Deve il suo nome all'arcangelo Raffaele, che secondo la tradizione popolare, la usava per dare sollievo agli appestati.

Le Proprietà
Dell'Angelica non si butta via niente! Radici (da estrarre e seccare in autunno), foglie (da raccogliere a primavera) e fusto (in estate), se pure in modo differente, sono tutti utilizzabili. Persino con i semi si può preparare un ottimo impacco per occhi stanchi. Ricca di principi attivi quali tannino, cumarina, olio essenziale, resina e sostanza amare, è indicata in caso di gonfiore e meteorismo, catarro bronchiale, ma anche di disturbi del sonno. Utile per mestruazioni irregolari.

Oggi viene usata con più parsimonia che in passato. Infatti, è una pianta che dovrebbe essere consumata con attenzione e sotto precise indicazioni di un esperto, poiché può causare fotosensibilizzazione, e a dosi molto elevate può avere effetti depressivi. Sconsigliata in gravidanza in virtù del suo potere emmenagogo.


questo il vero aspetto della pianta....L'avete già vista, no?

Attenzione anche alla gemella cattiva! Infatti molte erbe hanno la caratteristica di avere una pianta quasi uguale con effetti, però contari e spesso letali. Nel caso dell'angelica, questa assomiglia molto alla cicuta, erba pericolosissima e velenosa, nota grazie a Socrate che la bevve proprio per suicidarsi dopo la condanna.

La Ricetta
Il famoso vino di angelica, usato come coadiuvante digestivo, è una bevanda tradizionale e di facile preparazione.
Gli ingredienti sono: 30g di radice di Angelica, 1l di vino rosso, 4g di cannella in polvere. 
Lasciare il tutto in infusione (a freddo) per quattro giorni in una bottiglia chiusa. Quindi filtrare. Bere un bicchierino da liquore un paio di volte al giorno.

Un decotto di echinacea - preparato portando ad ebollizione 2,5 dl di acqua con un cucchiaio di radice di echinacea per cinque minuti- versato su di un cucchiaino di angelica e lasciato riposare per una decina di minuti, diventa una buona tisana contro il raffreddore


I gambi di angelica sono una leccornia se canditi, e l'aroma dei fiori e delle foglie arricchisce le insalate verdi.

mercoledì 24 luglio 2013

Focus Pelle: Top Five, Le mie cinque piante del mese



L'estate è meravigliosa, e pericolosa insieme. La pelle adora il sole, ma al contempo lo teme. Luglio, è un mese in cui i trattamenti idratanti e calmanti devono essere all'ordine del giorno, soprattutto se si ha la sindrome della lucertola (come me...). 

Ho stilato allora una lista di piante che sto usando molto, declinate in vari modi (gel, oleoliti, lozioni etc..). In realtà, vista la loro versatilità, e consigliabile tenerle nel prontuario erboristico tutto l'anno.
  1. ALOE (Aloe Vera)
  2. CALENDULA ( Calendula Officinalis)
  3. CAMOMILLA ( Chamomilla Recutita)
  4. ROSMARINO (Rosmarinus Officinalis)
  5. SALVIA (Salvia Officinalis)

1. L'aloe svolge notoriamente una forte azione idratante, comprovata e nota da secoli (addirittura la usava la regina Cleopatra). In più, lascia una sensazione di freschezza e non unge. Io la uso in gel, che preparo utilizzando il succo delle foglie delle mie piante miscelato con gomma Xanthana. Non uso conservanti, perché ne preparo un poco alla volta (circa una boccettina a settimana), e lo tengo in frigorifero. Lo uso miscelato ad altre creme o oli, a seconda delle necessità. 
In commercio ce ne sono di molto buoni già pronti, l'importante è che controlliate che l'inci garantisca la quantità di aloe (considerate dal 97% al 99%) e l'assenza di schifezze varie (come -Peg e stonata compagnia cantante).

una delle mie piante



2. La calendula ( su cui ho scritto un post specifico qui) è lenitiva, e riduce gli arrossamenti cutanei. In più svolge un'azione protettiva contro le irritazioni e le aggressioni esterne. Fantastica per la pulizia di viso e corpo, sotto forma di oleolito o come ingrediente principe di prodotti per la pulizia (latte, sapone, etc...). Io ne miscelo qualche goccia di oleolito con del gel di aloe e una punta di burro di karitè per lenire la pelle dopo l'epilazione o un bagno di sole.

oleolito di Aroma Zone



3. La camomilla ( su cui ho scritto un post specifico quipossiede un'ottima capacità di lenire e rivitalizzare. Bevetela, e usatela in ogni modo!
Ottimi gli impacchi con l'infuso contro gli occhi stanchi, ad esempio; ma i suoi usi sono davvero infiniti.

la mia camomilla di campo raccolta poco tempo fa


4. Il rosmarino rimuove l'eccesso di sebo, riequilibra la secrezione sebacea e stimola il cuoio capelluto.
Io utilizzo con molta soddisfazione l'infuso come risciacquo finale per i capelli; Preparatelo con acqua demineralizzata e qualche rametto lasciato riposare per una quarto d'ora circa. Freddato il tutto, basta aggiungere un cucchiaino di aceto di mele e i capelli splenderanno!


il mio rosmarino direttamente dall'orticello delle piante aromatiche e officinali


5. La salvia favorisce gli scambi nutritive della pelle, nonché l'attività regolatrice sulle ghiandole dell'epidermide. Ottima qualche goccia di olio essenziale nel deodorante fai da te (al bicarbonato). Io ne aggiungo un paio di gocce anche all'oleolito di calendula se lo uso per struccarmi o pulire il viso. Nel dentifricio in polvere è uno degli ingredienti must.

olio essenziale di salvia opportunamente diluito in olio di Jojoba, sempre di Aroma Zone.
(l'O.E. di salvia può essere molto pericoloso se assunto in dosi elevate)


Che dire, tutte piante meravigliose e di facile reperimento.
Capatina in giardino (o nell'orto)?


p.s. Queste sono linee guida generali. Se siete interessati ad approfondire le ricettine sopra accennate, fate un fischio!

mercoledì 3 aprile 2013

PUZZA SOTTO IL NASO: via i cattivi odori






PUZZA PUZZA dagli SCARICHI

Per mantenere sempre liberi gli scarichi, ed eitare dunque che sporco e depositi contribuiscano alla formazione di cattivi odori, con cadenza settimanale o giu di lì, preparate una miscela con:
- 1 bicchiere di sale
- 1 bicchiere di bicarbonato di sodio
- 1 cucciaio di cremor tartaro.
Versate il tutto nello scarico  e poi, a seguire, buttate giu un po' di acqua bollente.  Dopo fate scorrere ancora un poco di acqua, stavolta fredda, e il gioco è fatto. Semplice, economico, efficace.


PUZZA PUZZA nel FRIGORIFERO O NEL FREEZER:

Ponete all'interno del frigo (o del freezer, appunto), un piattino con del bicarbonato di sodio, o dei fondi del caffè essiccati, che è anche un buon modo per riciclare i nostri rifiuti, o anche del carbone vegetale. Potete anche mettere una stecca di vaniglia avvolta in una garza sottile di cotone idrofilo, ma questo sistema è più costoso (relativamente al costo della vaniglia) e richiede l'impiego di mezzi non propriamente di riciclo.
Mia nonna sosteneva anche che una palletta di giornale accartocciato, svolgesse la stessa funzione.
Provare per credere.

Se ancora non riuscite a liberarvi del cattivo odore (ma che ci avete messo in questo frigo?!), mettete dentro una scatola grande più o meno come il cartone del sale - ma potete anche usare il tetrapack del latte, ad esempio - piena di carbone di legna, e lasciatele assorbire i mefitici odori per qualche giorno. Quest'opzione è perfetta se avete il caminetto in casa, altrimenti, lasciamo stare!

Un'altro sistema per gli odori ostinati, è preparare una pasta anti-puzza con il caro vecchio bicarbonato di sodio miscelato con acqua, da spalmare con attenzione sulle pareti interne del frigorifero. Anche in questo caso è bene lasciare agire per un paio di giorni almeno. Tranquilli, il bicarbonato è assolutamente innocuo per alimenti&co.

Un momento... Ma prima di dannarvi con tutto ciò, avete per caso verificato che la bacinella di raccolta sul fondo del frigorifero sia ben pulita? Beh, direi che questa è la prima cosa da fare, e magari, anche dare una bella pulita con uno straccio imbevuto di acqua e aceto bianco (o di mele).


PUZZA PUZZA in Generale

Se le scarpe puzzano e "qualcuno" si ostina a lasciarle in giro (si, si, dico a te, proprio te...), togliete almeno il cattivo odore cospargendone l'interno con del bicarbonato di sodio.

Prima di passare l'aspirapolvere, imbevete un batuffolo di cotone con succo di limone e mettetelo nel sacchetto dell'aspirapolvere.

Se dopo aver pulito il forno è rimasto del cattivo odore, mettete delle bucce d'arancia a cuocere a 175°.

Un paio di gocce di un olio essenziale che vi piace ( consiglio menta, eucalipto o anche limone) nel de-umidificatore sono sufficienti per deodorare una stanza intera senza bisogno di spendere tanti soldi in quei costosi diffusori di profumo, per altro spesso tossici.





sabato 30 marzo 2013

Le fatine in bottiglia

Questa è una cosa che non potrete non amare. Immaginate la faccia dei vostri bambini quando si troveranno di fronte niente popò di meno che delle fatine svolazzanti, vive, vegete e brillanti!
Beh, questo val bene lo sforzo.




Cosa ci serve:
- Un barattolo. Va bene quello per le conserve, o qualunque altro possiate riciclare. asta che sia di vetro trasparente, e abbia la chiusura ermetica (il tappo a vite)
- Un bastoncino luminoso. Va bene anche un braccialetto luminoso. Mi riferisco a quelli che si agitano ai concerti o per le feste. Non sono difficili da trovare. Ma se proprio proprio non riuscite, provate qui o anche qui.
- Dei glitter argentati. Anche questi, a meno che non li abbiate già, cosa probabile se vi dilettate in questo genere di cose, si trovano facilmente nei negozi di giocattoli, cartolerie, trucchi di scena e via discorrendo...


Andiamo alle istruzioni

1. Rompere il bastoncino luminoso e versare attentamente il contenuto nel barattolo.

2. Aggiungere i glitter

3. Chiudere bene il tappo a vite.

4. Shakerare energicamente e......

MAGIA! Vedrete, l'effetto è bellissimo ed ha anche una discreta durata. Per una festa di compleanno, o un momento speciale, è davvero un'idea "brillante".


p.s. Ho trovato questo bellissimo tutorial in rete un po' di tempo fa. Da allora l'ho fatto varie volte, sempre, devo dire, con notevole successo...Purtroppo non so dove andare a ripescare la fonte. Nel caso, fatemi sapere ed aggiornerò con i dovuti crediti e links.

mercoledì 27 marzo 2013

Menù di Pasqua. Vegano.



Mia cognata mi ha fatto una testa così con il menù di Pasqua. Sta seriamente pensando di diventare vegana, ma per quei momenti in cui la convivialità sposa il rito e le tradizioni antiche, o magari soltanto vecchie, come molti, si trova spiazzata.

Forse non è la sola. Io e la mia famiglia ce ne andremo a fare "un giro in giro", ma per tutti quelli che come la mia cognatina sono in difficoltà, beccatevi questo:


Vi ri-posto un ottimo menù di Pasqua, completo, ricco, sano, fattibile, economico, e soprattutto buonissimo!

Potete scaricarvi anche il comodo volantino, se volete "diffondere" queste ottime ricette ad amici e conoscenti.

Il tutto, ovviamente è curato da Agire Ora. Fatevi un giro se volete ancora più info, consigli pratici e via dicendo.


Menu di Pasqua

Antipasto: Fagottini asparagi e patate
Primo: Risotto al limone e timo
Secondo: Polpette di funghi e fagioli
Contorno: Bocconcini di spinaci
Dolce: Budino alla cannella
Antipasto: Fagottini asparagi e patate 
Ricetta di: Suffi; Difficoltà: Media; Tempo: 60 minuti
Ingredienti per 4 persone:
700 g di asparagi bianchi
3 patate
2 cipolle
275 g di pasta sfoglia (rotolo rettangolare)
150 ml di panna di soia
parmigiano veg (50 g di mandorle tritate, sale, 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie)
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
10 ml di latte di soia
Preparazione:
Pelare le patate, tagliarle a cubetti e lessarle per 10 minuti da quando bolle l'acqua; nel frattempo pulire gli asparagi, tagliando la parte inferiore e pelando quella più esterna, e poi tagliarli a rondelle sottili (via via più spesse andando verso la punta). Tagliare le cipolle, farle appassire con un po' d'olio e aggiungervi gli asparagi insieme a mezzo bicchiere d'acqua; cuocere col coperchio per circa 15 minuti. Quando gli asparagi sono morbidi, togliere il coperchio, far asciugare l'acqua e aggiungere le patate. Aggiustare di sale e pepe, unire la panna di soia e, alla fine, il parmigiano veg. Far raffreddare il composto e intanto dividere la pasta sfoglia in 8 quadrati, in ciascuno dei quali si metteranno 2 cucchiai abbondanti del composto. Per ogni quadrato, unire al centro le 4 estremità e chiudere le fessure tra un lembo e l'altro schiacciando la pasta sfoglia. Spennellare le superfici dei fagottini con il latte di soia e cuocere in forno a 200 gradi per 20 minuti.
Primo: Risotto al limone e timo 
Ricetta di: supercri; Difficoltà: Facile; Tempo: 30 minuti
Ingredienti per 4 persone:
1/2 cipolla oppure 1 scalogno
400 grammi riso parboiled
1/2 limone
1 litro di brodo vegetale caldo
3 rametti di timo
2 cucchiaini di erba cipollina essiccata
pepe q.b.
Preparazione:
Tritare e rosolare la cipolla nell'olio a fuoco basso. Unire il riso e farlo tostare per 1 minuto, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Bagnare con il succo di limone, mescolare bene, e poi aggiungere due mestoli di brodo vegetale caldo. Portare a cottura, aggiungendo un paio di mestoli di brodo vegetale caldo ogni volta che asciuga. Una volta cotto, profumare con la scorza di limone tagliata a striscioline, le foglioline di timo e l'erba cipollina essiccata. Mescolare bene e spegnere. Aggiungere il pepe, sempre mescolando, e servire.
Secondo: Polpette di funghi e fagioli 
Ricetta di: Serendip; Difficoltà: Facile; Tempo: 35 minuti
Ingredienti per 4 persone:
500 g di fagioli cannellini freschi lessati o in scatola
400 g di funghi misti surgelati
aglio
olio
sale, pepe
prezzemolo
pangrattato
Preparazione:
Cucinare i funghi per 10-15 minuti con aglio tritato, olio, sale e aggiungere un po' di prezzemolo a fine cottura. Nel frattempo sciacquare e sgocciolare i fagioli. Quando i funghi sono cotti metterli nel mixer insieme ai faglioli, un cucchiaio d'olio, sale e pepe fino a formare una crema. Formare delle polpette e passarle nel pangrattato, mettere in una teglia antiaderente con un po' d'olio, oppure suddividere il composto in uno stampo multiplo per dolci, e infornare per 10-15 minuti a 200 gradi. Sono buone anche a temperatura ambiente.
Contorno: Bocconcini di spinaci 
Ricetta di: fiordaliso09; Difficoltà: Facile; Tempo: 50 minuti
Ingredienti per 4 persone:
mezzo chilo di spinaci surgelati (oppure 1kg freschi lessati)
2/3 spicchi d'aglio
5 cucchiai di gomasio
4 o 5 cucchiai di pangrattato
pepe arcobaleno oppure noce moscata
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Preparazione:
Cuocere gli spinaci surgelati oppure quelli freschi dopo averli mondati. Una volta lessati, scolarli e schiacciarli un po' per togliere l'acqua in eccesso, tagliarli velocemente col coltello in modo da sminuzzarli leggermente e saltarli in padella con l'olio extravergine di oliva e l'aglio. Levare l'aglio, salare proprio poco e pepare abbondantemente con pepe arcobaleno (miscela di pepe bianco, nero, pimento e schinus) oppure con noce moscata. Lasciare intiepidire, quindi aggiungere 2 o 3 cucchiai di gomasio. Formare delle piccole palline, non più grandi di una noce e passarle rotolandole nel pangrattato mescolato con gomasio (4 cucchiai di pangrattato e 2 cucchiai colmi di gomasio). Disporre le palline in una teglia unta e passare nel forno 200 gradi per 10/15 minuti, deve solo asciugare un pò il pangrattato della crosticina. Lasciare intiepidire prima di servire.
Dolce: Budino alla cannella 
Ricetta di: erbaluna; Difficoltà: Media; Tempo: 10 minuti
Ingredienti per 4 persone:
400 ml di latte di soia zuccherato (o riso o avena)
40 g di farina 00 (ma anche integrale va bene)
40 ml di olio extravergine d'oliva
80 g zucchero integrale di canna (o il dolcificante che preferite)
cannella in polvere
biscotti (facoltativo)
Preparazione:
Scaldare l'olio a fiamma bassa, in una pentola abbastanza grande (calcolate che crescerà di volume), toglierlo dal fuoco e aggiungere la farina lentamente mescolando bene fino a formare una specie di polentina. Aggiungere lo zucchero (meglio metterne un po' alla volta e assaggiare per vedere quando va bene come "dolcezza"). Rimettere sul fuoco e diluire quindi il composto con il latte, precedentemente riscaldato. Il latte deve essere aggiunto poco per volta mescolando di continuo per non far creare grumi. Viene molto bene se usate una frusta, specie se siete meno esperte/i. Mescolare bene fino a che il composto non si addensa (ci vorranno pochi minuti). Aggiungere cannella a piacere, e versare subito dentro degli stampini (vanno benissimo quelli di alluminio per i muffin che vendono al supermercato). Non lasciare il composto nella pentola perché raffredda in fretta e potrebbe formare dei grumi (ma se dovesse succedere, in caso non venissero via solo mescolando, scaldate un altro pochino di latte e aggiungetelo). Se preferite, prima di riempirli, potete sbriciolare dei biscotti a piacere sul fondo degli stampini. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente, spolverate di cannella e mettete in frigo. Sono buoni sia freddi che caldi!
Fonte: VeganHome.it - http://www.veganhome.it/ricette/dolci/budino-cannella/

venerdì 22 marzo 2013

LAVELLO MALEDETTO. Trucchi e segreti per risparmiare tempo e denaro nelle pulizie di casa

E siamo di nuovo a parlare di pulizie. Che bello che bello. D'altra parte, qualcuno ha detto che c'è chi le case le costruisce, chi le arreda, e poi, c'è chi le pulisce.

Stamani mi sono alzata con la cucina sottosopra. La serata è stata una divertente baraonda, ma ora bisogna risistemare!

Così, anche considerato l'approssimarsi della Pasqua, mi è venuta l'idea di inaugurare una rubrica dedicata ai trucchi per risparmiare tempo, denaro , e stress per quel che riguarda la gestione domestica...le care vecchie piccole pulizie di casa (vedi anche qui).

Oggi parliamo del lavello.



Trucchi per togliere il calcare incrostato (ohibò)


  • Sistemate delle strisce di carta da cucina (scusate la pubblicità, tipo quelle scottex casa) intorno ai rubinetti dove si accumula il calcare. Versatevi sopra dell'aceto e poi lasciate agire per almeno un'ora.
  • Così facendo le incrostazioni si ammorbidiranno, e una volta rimosse le strisce, usandole direttamente nell'atto di toglierle, sarà facile portare via anche la scia di calcare.
  • La carta da cucina, è utile anche nel caso si abbia il lavello di ceramica. Infatti, foderandolo di scottex imbevuto in acqua satura di bicarbonato, e lasciandolo poi agire per una mezz'ora, otterremo un lavello bianco, brillante, e anche igienizzato.
  • Il bicarbonato può essere usato per tutte le superfici di ceramica, semplicemente cospargendolo su di un panno umido da usare per pulirle. Stesso risultato si ottiene usando del cremor tartaro (ovviamente).
  • In generale, l'aceto è un ottimo lucidante per tutte le superfici di acciaio. Toglie gli odori e il calcare.


Et voilà! Il lavello è come nuovo!...Almeno fino alla prossima cena...





giovedì 21 marzo 2013

Ah quant'è bello o'caffè...e la caffettiera?

Io sono di quelli che rabbrividiscono al pensiero di pulire la caffettiera. Mia nonna mi ha insegnato quanto micidiale possa essere la pulizia della moka per il sapore del caffè, e quando si tratta di mia nonna, come sapete, non trasgredisco. Cara, vecchia, insostituibile moka.


Detto tra noi...bleahhhh!!!


Trovo anzi che le macchie del tempo, e di tutti quei caffè, le diano un aspetto squisitamente vintage e "caldo".

Tuttavia, è pur vero che il troppo stroppia, e ogni tanto una sistemata è d'uopo. Per la serie "pulizie di Pasqua"....

E allora, cosa fare per non rovinare il sapore dei prossimi caffè  e riuscire comunque a rimettere a nuovo la nostra amica di colazione?
Ecco alcuni consigli di base, già sperimentati dalla sottoscritta varie volte.


  • La caffettiera tornerà lucida, splendente  e anche igienizzata, bollendovi dentro dell'aceto.
  • I fondi del caffè, invece di svelarvi il futuro otturano i fori del filtro? La soluzione è semplice, ecologica, economica: spargete un po' di sale drettamente sui fori e versatevi sopra dell'acqua bollente.
  • Per pulire i bricchi di vetro per il caffè, mettevi dentro dei cubetti di ghiaccio (quanti ce ne stanno),  cospargete di sale. Agitate finchè il bricco risulta pulito.
Tutto qua. Mi raccomando, cercate di evitare i detergenti, e gli strofinamenti troppo aggressivi. Certo, l'aspetto della caffettiera migliorerebbe, ma avreste rovinato per sempre il sapore del caffè.



lunedì 3 ottobre 2011

Balsamo al Limone







Io non ho i capelli grassi, e neppure li ho secchi. "Interessante", direte voi. In realtà, lo è a causa del motivo. Infatti, non è perché sia particolarmente fortunata, ma semmai perché seguo una routine per ciò che concerne trucco e parrucco, priva financo di tensioattivi, sostanze da confezionamento varie, siliconi, parabeni e "orrendezze" di sorta. Quindi la chioma se la gode, tra polveri varie, farine e argille, piantine e verdurazze.
Tuttavia ho voglia di cambiare un po', così ho deciso di farmi qualcosina dalla consistenza più "commerciale".
Mi diletterò nella produzione di un balsamo al limone che ho scovato in rete qualche tempo fa, poi ho stampato e poi ho scordato. Questa mattina pulendo per bene scrittoio ed annessi, ecco sbucare il foglietto stampato su carta rigorosamente riciclata viviverde.
Purtroppo, il vero autore mi è sconosciuto. Se qualcuno di voi lo sa, mi faccia sapere, affinché possa aggiornare il post con i dovuti ringraziamenti, nonché link e attribuzioni del caso.
Per ora posso solo dire "Grazie autore misterioso per questo profumatissimo  balsamo al limone!"

Dunque, gli ingredienti sono:
due limoni, 200 ml di acqua, un cucchiaino di olio di cocco.

Si spremono bene i limoni, poi si fanno a pezzetti le bucce (motivo per cui bisognerebbe usare SOLO limoni completamente bio). Si mettono a bollire i 200 ml di acqua che poi si versano sulle bucce tagliuzzate facendo riposare per una mezz'ora in un contenitore coperto. Infine si mette il succo precedentemente spremuto, le bucce con la loro acqua di macerazione e il cucchiaino di olio di cocco nel frullatore, e daje de frullata.
Filtrare il tutto con una garza o simile, facendo attenzione a strizzare bene.
Si può conservare qualche mese nel freezer sotto forma di cubetti, colandolo subito in un contenitore per il ghiaccio.

Che ne dite? Il profumo è ottimo, gli ingredienti sani, male che vada mi profumeranno i capelli di buono, no?

giovedì 29 settembre 2011

Gli attrezzi dell'orto. Parte seconda:

GLI ATTREZZI NECESSARI




 La Vanga
 Che dire, io ne ho un paio, visto che una come saprete si è letteralmente consumata. Le mie sono a forma di scudo, ma ce ne sono di differenti, in base al terreno, quindi vi conviene acquistarne una che sia "di zona" chiedendo ovviamente al rivenditore o confrontandovi con i vicini di orto.



La Zappa
 Che poesia. La zappa. Già ti immagino l'uomo chino sulla terra. Più che poesia, che fatica! Eh già, ma vale la pena sottolineare che una sola mica basta! Infatti insieme alla grande zappano, bisognarà tenere anche due più piccole e leggere, una a punta per i solchi, una piatta per i "lavoretti alla svelta"



Il Forcone
 Si usa per punzecchiare il di dietro degli sventurati…eh eh. Altro attrezzo bellissimo, serve a far respirar la terra, spezzettarne le zolle, oltre, ovviamente, a spostare il necessario. Mi raccomando, le quattro dita devono essere di acciaio temprato.


Il Rastrello
 Per noi è utile quello piccolino, tozzo e con le dita piccoline e corte, perché si deve usarlo per pareggiare e poco altro.



Il Trapiantatoio
 Eccoci qua, secchiello e paletta! ops, secchiello e trapiantatoio. Si, quello là, avete capito bene! Dovremmo già averlo anche se facciamo giardinaggio. Il manico deve essere confortevole e la lama spessa.



La Carriola
 Indispensabile per spostare di tutto. Foglie, letame, compost , scarti vari, e via discorrendo… Basta avere un giardino da "mantenere" per sapere quanto serva. Io ne ho una vecchissima in ferro. Vagamente azzurra. E' storica e solidissima. In giro ne ho viste anche di materiale plastico, ma non posso dare un giudizio, a parte buttare lì un'idea a qualche azienda produttrice: e se ne commercializzaste una in materiale completamente riciclato? La ECOrriola….(Il copyright ovviamente è MIO!!!)



Le Forbici
 Sarebbe meglio averne un paio comodo sulle mani, con lame robuste, e uno con lame più lunghe e sottili per i lavori "di fino" e le ripuliture.



A tutto questo, aggiungiamo un buon cappello di paglia a tesa media,  dei guanti agili ma robusti, degli stivali di gomma. Quando si passano ore lavorando sotto il sole con le mani sempre ad afferrare ed i piedi nella terra, sono cose che aiutano.




sabato 24 settembre 2011

Gli attrezzi dell'orto




L'altro giorno ho notato quanto si fosse accorciata la lama della mia vanga. 
L'ho avuta in eredità da mio nonno, così come molte delle cose che so sulla materia, e gran parte della passione che ci metto.
Gli attrezzi sono molto importanti. Un "corredo" sbagliato, può infatti pregiudicare il risultato del lavoro, e quando questo richiede molta fatica e dedizione, vien da sé che sia fondamentale sceglierlo con cura.
Svuotereste mai un lago con un cucchiaio?

Per sceglierli come si deve, bisogna considerare come si intende usarli, la nostra struttura fisica, e perché no, anche la nostra forma mentale.
Infatti, se si è pratici e sicuri di sé, potranno bastare gli indispensabili. Se, al contrario, si è più meticolosi, magari un po' insicuri e meno esperti, allora sarà opportuno arricchire ulteriormente il proprio parco attrezzi per far fronte più facilmente alle fatiche e agli inconvenienti.
Riguardo alla struttura fisica, sarà d'obbligo "indossare" gli strumenti prima di acquistarli, proprio come quando si provano le scarpe. La lunghezza delle braccia, o del busto, infatti, cambiano completamente le esigenze rispetto ad un manico, così come la forma delle mani e la loro grandezza, ci indicano quale impugnatura sia più opportuna per le forbici, e via discorrendo.
Un'altra cosa importante è preoccuparsi che i manici siano di un legno "buono", come diceva mio nonno. Ovvero, per evitare fastidiose vesciche (che dovendo continuare a lavorare diventano a volte insopportabili) bisogna acquistare manici in frassino o faggio. Anche a discapito della leggerezza, care ragazze mie, le vostre dita vi ringrazieranno!
Fondamentale, infine, accertarsi che l'attrezzo sia in ferro forgiato e pesante. La latta è carina e leggera, ma si piega al primo colpo….




Ricordate, qualche soldino in più investito in qualità, vi farà risparmiare fatica, sudore, arrabbiature, e sapesse ulteriori in futuro! (omammamia...sembro marta stewart!)

Insomma, io ho bisogno di una vanga nuova da applicare al mio vecchio manico di frassino. Mi faccio un giro di shopping….